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Home Pesca

Pesce azzurro in Adriatico. Affronte: “Troppa confusione, serve più tempo per valutare e decidere”

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
26 Gennaio 2018
in Pesca

“L’audizione della Commissione Pesca credo abbia solo aumentato la confusione. C’è un dibattito scientifico in corso sull’attendibilità dei dati, in queste condizioni prendere una decisione ponderata è impossibile” – dice Marco Affronte, Europarlamentare indipendente del Gruppo Verdi – “lo STECF, l’organo scientifico di supporto alla Commissione Europea ci dice che il collasso degli stock di acciughe e sardine è molto vicino, se dovessimo continuare a pescare come oggi. Ma oggi abbiamo sentito anche tanti pareri differenti. Ho quindi chiesto ed ottenuto che venisse rinviata la scadenza per gli emendamenti al 23 febbraio alle ore 10.

Ci serve tempo per lavorarci e chiarirci le idee. Come ho sempre dichiarato” – ricorda Affronte – “la mia posizione è quella di intervenire con un sistema di gestione forte, deciso, in grado di dare risultati di sostenibilità duratura senza disintegrare il settore. La Commissione ha fatto nuove simulazioni, sulla base dei dati dello STECF, ed è probabile esca con una proposta rivista. Per farla passare attraverso gli emendamenti va discussa, capita e eventualmente condivisa, anche con il settore stesso. Ecco perché sto organizzando un incontro per la metà di febbraio nel quale vorrei cercare di portare al dialogo gli operatori del mare un esponente della Commissione Europea che sta lavorando al piano, perché anche fra i pescatori e le associazioni di categoria ci sono posizioni diametralmente opposte.

La Commissione, infatti, in audizione s’è mostrata flessibile a formulare nuove proposte di gestione, che dovrebbero prevedere quote gradualmente inserite, almeno per i primi tre anni, e pur sempre nel rispetto dovuto agli avvertimenti scientifici di GFCM e STECF. La Commissione Europea ha poi ammesso che il piano precedentemente presentato era basato su dati non aggiornati. A seguito dell’aggiornamento, infatti, le cose sono cambiate.

Per le sardine i pareri avvertono che sarebbe necessario un -10%, per le acciughe un -20/25% per le sardine di riduzione delle catture nel prossimo triennio per minimizzare i rischi di collasso degli stock. Credo che con questo tipo di proposta si possa trovare un compromesso che salvi gli stock e la pesca.

Avevo invitato un gruppo di pescatori della costa adriatica qui a Bruxelles ad assistere alla seduta della Commissione PECH, e anche loro hanno notato che l’audizione era piuttosto sbilanciata sulle posizione di chi preferisce ignorare il grido di allarme lanciato da STECF e Commissione (si parla di possibile collasso degli stock).

Crediamo che con ancora un po’ di tempo a disposizione” – conclude Affronte – “si possa portare questo dossier ad essere utile per il nostro Mare Adriatico. Come ha ricordato anche la deputata tedesca Rodust, le quote, che sono una consuetudine ormai da anni nei mari del nord, all’inizio suscitano resistenza nei pescatori, ma poi funzionano e contribuiscono a salvare gli stock e ad aumentare la redditività del settore: non bisogna averne paura.”

Tags: collasso degli stock di acciughe e sardine
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Mariella Ballatore

Co-founder e Direttrice di redazione. Pubblicista dal 2006 racconta il mondo da oltre un trentennio attraverso giornali, televisione e radio. Come conoscitrice del settore pesca e acquacoltura è stata più volte invitata a moderare e relazionare in convegni organizzati tra gli altri dalla Conferenza Episcopale Italiana – Ufficio nazionale dell’Apostolato del Mare, AquaFarm, Blue Sea Land.

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