
Da una ricerca realizzata dalla Rush University Medical Center e la Wageningen University e condotta su 915 partecipanti dall’età media di 81,4 anni è emerso che il consumo di pesce è stato associato con un più lento declino della memoria semantica (β = 0,024; p = 0,03) e la velocità percettiva (β = 0,020; p = 0,05), ragione per cui gli anziani dovrebbero includere nella loro dieta piatti a base di pesce almeno una volta a settimana.
Nella prima fase della ricerca dedicata alle abilità cognitive sono state analizzate in ciascun anziano memoria, velocità di ragionamento, senso di orientamento.
Il test è stato ripetuto a distanza di cinque anni ed il risultato ha confermato che includere nella dieta del pesce almeno una volta a settimana, difende l’anziano dal declino in diverse sfere della cognizione tra cui la memoria e la velocità di ragionamento.
Dalla ricerca pubblicata sulla rivistaNeurology emerge poi che sono i grassi Omega-3, contenuti maggiormente nel tonno, nel salmone e nel pesce azzurro, ad avere un ruolo fondamentale nel preservare la capacità cognitiva dell’individuo.











