• CHI SIAMO
  • CONTATTI
  • PARTNER
  • PUBBLICITÀ
  • NEWSLETTER
  • ARCHIVIO
    • Bandi e Opportunità
    • Speciali
    • Rubriche
    • Nutrizione e salute
    • Interviste
    • Video
domenica 19 Aprile, 2026
Pesceinrete
  • Home
  • News
  • Pesca
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Protagonisti
    • Aziende
    • Istituzioni
      • Europee
      • Nazionali
      • Regionali
    • Associazioni di categoria
      • Associazione Mediterranea Acquacoltori
      • Legacoop Agroalimentare
      • Assoittica Italia
      • Federpesca
      • PescaAgri-CIA
      • Unci AgroAlimentare
    • Sindacati
      • UILA Pesca
    • ONG
    • Consorzi e Cooperative
      • CIRSPE
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
  • Home
  • News
  • Pesca
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Protagonisti
    • Aziende
    • Istituzioni
      • Europee
      • Nazionali
      • Regionali
    • Associazioni di categoria
      • Associazione Mediterranea Acquacoltori
      • Legacoop Agroalimentare
      • Assoittica Italia
      • Federpesca
      • PescaAgri-CIA
      • Unci AgroAlimentare
    • Sindacati
      • UILA Pesca
    • ONG
    • Consorzi e Cooperative
      • CIRSPE
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

Home Sostenibilità

Riscaldamento globale. Le specie marine più veloci di quelle terrestri nella ricerca dell’ambiente adatto alla sopravvivenza

Le specie marine si spostano fino a 6 volte più velocemente verso i poli di quelle terrestri

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
27 Maggio 2020
in Sostenibilità
Riscaldamento globale. Le specie marine più veloci di quelle terrestri nella ricerca dell'ambiente adatto alla sopravvivenza

Riscaldamento globale. Le specie marine più veloci di quelle terrestri nella ricerca dell'ambiente adatto alla sopravvivenza

Stando al recente studio “Species better track climate warming in the oceans than on land” realizzato da un team di ricercatori francesi e statunitensi e pubblicato su Nature Ecology & Evolution, con il riscaldamento globale le specie migrano verso i Poli o verso l’alto per cercare un ambiente più fresco e adatto alla loro sopravvivenza e, sono le specie marine ad essere in testa a questa corsa, spostandosi fino a 6 volte più velocemente verso i poli che i loro congeneri terrestri.

Come riporta Greenreport, analizzando la velocità degli spostamenti degli areali di distribuzione di oltre 12.000 specie animali e vegetali in funzione di quella delle isoterme in latitudine e altitudine, lo studio ha dimostrato che le specie marine sono in grado di seguire, a determinate condizioni, l’invisibile migrazione delle temperature verso i poli. I loro dati sono disponibili nel database BioShifts, contenente oltre 30.000 osservazioni sullo spostamento di specie provenienti da 258 studi pubblicati su riviste scientifiche, durante l’attuale periodo di riscaldamento globale e talvolta coprendo più di due secoli di storia. Gli scienziati di CNRS, l’Ifremer, università di Toulouse III, di Picardie e Washington – Seattle hanno dimostrato che «Le specie marine sono in grado di seguire, in determinate condizioni, l’invisibile migrazione delle temperature ai poli. Questa corsa frenetica al riscaldamento è modulata dalla pressione delle attività umane (pesca, acquacoltura, agricoltura, silvicoltura, pianificazione urbana), accelerando o rallentando il movimento delle specie nel perseguimento di condizioni climatiche favorevoli».

Ad esempio, nel Mare del Nord, l’effetto della pesca eccessiva, che accentua la sensibilità delle popolazioni ittiche al confine caldo della loro distribuzione, è talvolta compensato dalla gestione razionale dell’acquacoltura che favorisce le popolazioni ittiche verso il confine freddo della loro distribuzione, accelerando così lo spostamento degli areali di distribuzione verso il polo.

Un fenomeno che secondo gli scienziati «è probabilmente correlato all’interazione tra il più ampio margine di sicurezza termica delle specie terrestri rispetto alle specie marine e all’ambiente fisico più limitato per la dispersione negli habitat terrestri rispetto agli habitat marini».

Secondo il CNRS francese “Questi risultati mettono in dubbio la capacità degli organismi terrestri di adattarsi al riscaldamento previsto per il XXI secolo. Il grande ruolo svolto dalle attività umane, che a volte limitano e talvolta accelerano l’inevitabile ridistribuzione della biodiversità di fronte ai cambiamenti climatici, è un elemento che dovrà essere meglio preso in considerazione nei modelli per gli scenari  futuri della biodiversità”.

Tags: pesciRiscaldamento globale
CondividiTweetCondividiPinInviaCondividiInvia
Articolo precedente

CIEM. Misure di emergenza per prevenire la cattura accidentale di delfini e focene

Prossimo articolo

Istat. Coldiretti, crollo ristorazione costa 1,5mld in cibo e bevande

Mariella Ballatore

Mariella Ballatore

Co-founder e Direttrice di redazione. Pubblicista dal 2006 racconta il mondo da oltre un trentennio attraverso giornali, televisione e radio. Come conoscitrice del settore pesca e acquacoltura è stata più volte invitata a moderare e relazionare in convegni organizzati tra gli altri dalla Conferenza Episcopale Italiana – Ufficio nazionale dell’Apostolato del Mare, AquaFarm, Blue Sea Land.

Articoli Correlati

EU maritime spatial planning and fisheries

Spazio marittimo UE, la pesca chiede equilibrio

by Alice Giacalone
16 Aprile 2026

La pianificazione dello spazio marittimo torna al centro dell’agenda europea con un messaggio che, per il settore ittico, suona come...

Trapline enters Italy’s swordfish fishery: why this trial matters

Trapline, la nuova sfida nella pesca al pesce spada

by Davide Ciravolo
10 Aprile 2026

C’è un passaggio che rischia di passare in sordina, ma che potrebbe avere un peso concreto nel futuro della pesca...

Aquaculture Credibility: Built on Processes, Not Claims

Acquacoltura: come costruire credibilità sul mercato

by Tiziana Indorato
8 Aprile 2026

Chi lavora nel settore dell’acquacoltura sa bene che la credibilità non si costruisce nel momento in cui si presenta il...

Marine Heatwaves Are Reshaping the Western Mediterranean Fishery

Mediterraneo occidentale, le ondate di calore cambiano la pesca: catture giù oltre il 10%

by Davide Ciravolo
8 Aprile 2026

Chi frequenta il mare per lavoro sa che qualcosa è cambiato. Le acque sono diverse, le stagioni meno prevedibili, certe...

Prossimo articolo
pesce istat Coldiretti

Istat. Coldiretti, crollo ristorazione costa 1,5mld in cibo e bevande

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Categorie articoli





Newsletter

Pesceinrete

Pesceinrete è la testata giornalistica unica in Italia ad occuparsi di pesca commerciale ed acquacoltura.
In quanto canale tematico e dai contenuti specializzati, si rivolge direttamente agli operatori della filiera con una comunicazione targettizzata che risponde alle esigenze del settore.

Categorie

  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Eventi e Fiere
  • Mercati
  • Sostenibilità
  • Tecnologia

Segui le nostre pagine social

Stock images by Depositphotos

  • Chi siamo
  • PARTNER
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Newsletter

© 2023 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete- il quotidiano del settore ittico | Web design by Motion Head

  • Home
  • News
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Protagonisti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi e Fiere
  • Overseas English NEW
  • Archivio
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Partner
  • Pubblicità
  • Newsletter
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

© 2023 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete- il quotidiano del settore ittico | Web design by Motion Head