
“L’annuncio fatto dal MiPAAF dell’aumento della quota pescabile di Tonno Rosso per l’Italia, da 3.294 a 3.894 tonnellate, ovvero di 600 tonnellate rispetto alla TAC precedente e con un incremento quindi del 20%, può rappresentare una reale opportunità per le imprese di pesca del comparto che hanno effettuato investimenti e che solo una equa ripartizione dell’incremento può risarcire.
Siamo quindi ai nastri di partenza per una svolta epocale nel sistema quote tonno? No siamo alle prime schermaglie di una guerra santa tra marinerie. Le quote, a seguito della determinazione scaturita dalla riunione ICCAT per l’aperura verso nuove barche, rappresentano un’opportunità di crescita del comparto. Una opportunità di crescita perché vanno si difesi i detentori della quota, ma occorre creare al contempo opportunità serie verso nuovi soggetti, opportunità concrete per la pesca col palangaro che con un piccolo contingente potrebbe rinsanguare le proprie economie, quote che andrebbero assegnate attraverso una selezione degli attrezzi per capacità di cattura. Non solo quindi Sicilia e Campania ma crediamo che anche in Adriatico occorrerebbe stabilire una quota unica per ridurre la mortalità di alici, sarde e pesce azzurro in genere. Quindi una quota unica destinata a quota nazionale per il mercato interno.”
Così il Presidente di UNCI Agroalimentare, Gennaro Scognamiglio.











