Squali. Oggi ricorre la giornata mondiale – Ricorre oggi, 14 luglio, la Giornata mondiale degli Squali. Il rischio di estinzione della specie è il tema dibattuto da scienziati e ricercatori di tutto il mondo che lanciano l’allarme sullo stato di sovrasfruttamento della specie, con oltre un terzo degli esemplari di elasmobranchi che risulterebbe fortemente minacciato.
Solo nel Mar Mediterraneo a rischio sono la metà delle 48 specie di squalo presenti, catturati accidentalmente con attrezzature di pesca quali le reti a strascico e i palangari. Secondo una indagine del 2018 condotta da ricercatori della Stazione Zoologica Anton Dohrn (SZN) in diversi siti di pesca professionale italiani è emerso che 9 pescatori su 10 intervistati pescano accidentalmente squali, nella maggior parte dei casi ancora vivi.
Cinquecento circa le specie conosciute a livello globale, 90 milioni gli squali vittime di sfruttamento non sostenibile e pesca illegale. Senza più cibo, a causa dello svuotamento degli oceani e cacciati per il mercato illegale delle pinne, gli squali continuano ad essere tra le specie maggiormente a rischio. I due paesi maggiormente responsabili sono la Libia (4.260 tonnellate) e la Tunisia (4.161 tonnellate) che catturano circa il triplo di squali e razze rispetto all’Italia (1.347 tonnellate) e all’Egitto (1.141 tonnellate) (Dati WWF).
Il nuovo report WWF “Squali in crisi nel Mediterraneo: misure urgenti per salvarli” raccoglie i risultati delle ultimissime ricerche che evidenziano un Mediterraneo con popolazioni di squali che stanno scomparendo a causa di attività di pesca insostenibili e a volte illegali. Situazione aggravata come si legge nel report da altri fattori quali la gestione della pesca inefficace, la mancata applicazione delle regole, gli scarsi controlli nei mercati e la complessiva carenza di conoscenza e informazioni su queste specie. Per l’occasione il WWF ha anche lanciato campagna di adozione a sostegno del progetto.












