
“Si scrive a Marrakech la pagina più proficua per il futuro della pesca del tonno, e soprattutto della sua specie più emblematica, il tonno rosso. Finalmente ci lasciamo alle spalle, anni di sofferenze e moratorie che hanno portato alla scomparsa delle flotte che avevano creato sulla pesca al tonno una fonte di reddito. UNCI Agroalimentare chiede al governo italiano, rappresentato in modo egregio dal Dott. Riccardo Rigillo e dal suo staff di esperti, in questi giorni a Marrakech in occasione dell’incontro annuale dell’ICCAT, di gestire al meglio l’incontro nel quale c’è in gioco il futuro della pesca del tonno nel Mediterraneo”, a sostenerlo Gennaro Scognamiglio, presidente di UNCI agroalimentare.
“La partita più difficile, se vogliamo usare un termine calcistico, è quella da giocare nel derby tutto italiano tra la flotta con sistema a circuizione e flotta con sistema a palangaro ovvero tra pesca semi industriale e pesca artigianale. La Commissione Internazionale per la Conservazione dei Tunnidi Atlantici prevede un aumento mondiale delle catture annuali che va dalle attuali 23.000 tonnellate alle 36.000 entro il 2020. Decisione scaturita dalla verifica effettuata dal comitato scientifico dell’ICCAT, che ha riscontrato un netto miglioramento della situazione degli stock negli ultimi anni”, prosegue Scognamiglio.
“L’aumento del 55% delle catture sarà spalmato nel prossimo periodo con un buon 18% all’anno. E veniamo a casa nostra. Se confermato il previsto aumento dell’ICCAT delle quote di tonno rosso nel triennio 2018-2020, di circa 12.500 tonnellate, sarà la volta per l’Italia di giocarsi la partita del cuore. Spetterà al Sottosegretario Giuseppe Castiglione e al Direttore Riccardo Rigillo distribuire equamente l’aumento di quota. – Afferma il presidente di UNCI Agroalimentare – Da una parte abbiamo i sacrifici economici fatti dalle flotte co sistema a circuizione, dall’altra le speranze della piccola pesca artigianale che vede nell’opportunità della pesca al tonno rosso una fonte rinnovata di ricchezza aggiunta”.
“Ci sono realtà come quelle dell’Adriatico dove occorre in qualche modo riequilibrare le catture e quindi dare una mano ai pescatori dei ciancioli che si ritrovano esemplari di tonno rosso nelle reti da pesca. In questo caso anche un solo tonno da 100 o 200 Kg venduto al mercato nazionale farebbe bene alle tasche dei pescatori e anche al consumatore finale abituato a portare a tavola l’oro rosso tutto Giapponese”, sostiene Scognamiglio.
“Siamo certi che la ridistribuita ricchezza darà una mano anche alla ripresa del comparto pesca e porrà fine alla solita litania ‘sempre agli stessi’. A testimonianza di ciò anche gli auspici di ICCAT e UE che concordano sul fatto che una attenta distribuzione di quota fra le piccole imprese di pesca artigianale porterà un maggior controllo sulle catture reali e minori sanzioni al sistema paese Italia”, conclude il presidente di UNCI Agroalimentare.











