
Alcuni prodotti ittici importati, a rischio di frode, di provenienza illegale e frutto di una pesca non dichiarata e non regolamentata, dovranno essere accompagnati da una documentazione che ne determina la tracciabilità dal peschereccio o impianto di acquacoltura di prelievo fino al confine statunitense, questo quanto è stato deciso un paio di giorni fa da un tribunale federale.
Il programma “Commerce Department”, conosciuto anche come “Seafood Traceability Rule”, avrà effetto dal gennaio 2018 e richiederà agli importatori di prodotti ittici di specie come tonno, cernia, pesce spada, red snapper e blue crab di fornire informazioni specifiche e dettagliate, soprattutto circa la provenienza di cattura e allevamento, prima che i loro prodotti possano entrare negli Stati Uniti.
“Questa decisione è una vittoria enorme per i pescatori degli Stati Uniti e per i consumatori che vengono truffati quando i prodotti ittici catturati illegalmente o in modo errato entrano nei nostri mercati”, ha dichiarato Beth Lowell Oceana). “È ora che i prodotti ittici importati rispettino gli stessi standard di quelli catturati a livello nazionale. È giunto il momento di livellare il campo di gioco per i pescatori USA e di ridurre i rischi per i consumatori. Tutti i prodotti ittici venduti negli Stati Uniti dovrebbero essere sicuri, legalmente catturati ed etichettati onestamente”.
“Questa è una grande vittoria contro la pesca illegale che è devastante per molte popolazioni di pesci in tutto il mondo”, ha detto Miyoko Sakashita (Center for Biological Diversity). “Questa norma aiuta a garantire che i consumatori americani non supportino pratiche di pesca deplorevoli “.
Gli USA attualmente importano più del 90% dei prodotti ittici consumati, tuttavia un recente studio ha stimato che tra il 20 e il 32% dei prodotti ittici che attraversano le frontiere provengono dalla pesca IUU.









