Un’equazione quantifica l’impatto della pesca a strascico – La pesca a strascico continua ad essere oggetto di controversie, un metodo di cattura che fornisce un quarto dei pesci pescati in natura, ma secondo alcuni, con un forte impatto ambientale per il fondale marino.
È qui che interviene la scienza il cui compito è quello di misurare il reale impatto ambientale cosicché i responsabili politici e i decisori possano fare le giuste considerazioni.
Un documento open access reso disponibile nel 2016 da un team internazionale di ricercatori delineava il modo per quantificare l’impatto della pesca a strascico sul fondale marino. A distanza di diversi anni sull’autorevole PNAS una ricerca condotta dallo stesso team di ricercatori fornisce i risultati di quel metodo applicato a 24 regioni in tutto il mondo.
Nella prima fase della ricerca, attraverso un’equazione, era possibile quantificare la relazione tra crescita della popolazione e tassi di recupero delle specie colpite, dimensioni e frequenza delle reti da traino e altri parametri misurabili come i tipi di attrezzi. L’equazione produce lo stato bentonico relativo (RBS) un’unità compresa tra 0 e 1 dove 0 è totalmente esaurito e 1 non è pescato.
Un punteggio RBS di 0,95 potrebbe essere interpretato quindi come l’habitat del fondale marino al 95% del suo stato non strascicato.
Si è arrivati quindi alla possibilità per scienziati e responsabili politici di avere finalmente una base quantificata con cui prendere decisioni di gestione.
Ma qual è lo stato del fondo marino degli oceani?
Nella nuova pubblicazione i ricercatori segnalano l’RBS di 24 grandi regioni marine di tutto il mondo. Nella figura che segue è possibile vedere come si confrontano le diverse regioni. 15 delle 24 regioni evidenziano un RBS superiore a 0,90; posti come Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Cile e Sud Africa hanno tutti ottenuto buoni risultati, mentre l’Europa è stata un miscuglio. Nel mare Adriatico risulta una RBS ridotta nelle regioni misurate.

“I risultati mostrano che la pesca a strascico gestita in modo efficace e sostenibile è associata a regioni con uno stato del fondale marino elevato di 0,95 o più”, lo ha affermato l’autore principale della ricerca, il dott. Roland Pitcher. “Le regioni con punteggi bassi sullo stato dei fondali marini erano luoghi in cui gli stock ittici sono tipicamente sfruttati eccessivamente e hanno regimi di gestione inefficaci”, ha aggiunto Pitcher.
Questa ricerca è indubbiamnte un passo importante verso una panoramica complessiva dell’impatto globale della pesca a strascico sui fondali marini.
Un’equazione quantifica l’impatto della pesca a strascico












