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Innalzamento livello del mare ed effetto sul settore ittico: bisogna preoccuparsi?

La maggior parte delle specie ittiche sarà sottoposta a fattori stressanti determinati dalla necessità di adattarsi a nuove condizioni ambientali

Tosca Sala by Tosca Sala
2 Novembre 2021
in In evidenza, News, Pesca, Sostenibilità
Innalzamento livello del mare

Le condizioni meteorologiche globali potrebbero cambiare e il livello del mare nei prossimi secoli potrebbe aumentare ad una velocità che fino ad oggi si è verificata nel corso di millenni. Di conseguenza, gli habitat dei pesci e i rendimenti della pesca potrebbero cambiare drammaticamente.

Cosa vuol dire innalzamento del livello del mare?

Nel corso del tempo geologico, il clima globale ha oscillato significativamente. Durante le epoche calde, i mari più profondi bagnavano le coste dell’America centrale; durante i periodi più freddi, il livello del mare si è ritirato determinando i canyon che definiscono la nostra piattaforma continentale. In 15.000 anni dalla fine dell’era glaciale del Pleistocene, la temperatura superficiale media della terra ha registrato un aumento fra i 3 e i 5 gradi centigradi.
Dall’inizio della rivoluzione industriale e quindi dalla seconda metà del XVIII secolo ad oggi, la combustione di quantità crescenti di carbone, petrolio e gas da parte dell’industria e degli insediamenti urbani, ha causato l’accumulo nell’atmosfera di anidride carbonica (CO2) e altri gas. Studi recenti segnalano che nel 2018, la concentrazione atmosferica di CO2 ha superato le 408 parti per milione, il 45% in più rispetto alla concentrazione presente in quegli anni.

A causa dell’aumento delle temperature, gli oceani stanno subendo cambiamenti radicali nelle loro proprietà idrografiche (cioè acqua dolce, sale e contenuto di calore) e nella circolazione delle correnti. Pertanto, a causa dell’afflusso dei fiumi, delle precipitazioni nette e dello scioglimento del ghiaccio marino e dei ghiacciai, il volume di acqua dolce nelle acque superficiali artiche è aumentato di 8.000 km3 (più dell’11%) dal 1980 al 2000, l’estensione del ghiaccio marino estivo è diminuita del 40% e il suo spessore del 65%. È facilmente intuibile come questi cambiamenti associati a quelli dell’atmosfera terrestre, e della criosfera abbiano potuto determinare conseguenze di ampia portata sulle dinamiche ecologiche marine.

I principali impatti fisici di un aumento del livello del mare hanno determinato l’erosione delle spiagge, l’inondazione dei delta, così come l’inondazione e quindi la scomparsa di molte paludi e zone umide. L’aumento della salinità diventerà presto un problema negli acquiferi costieri e nei sistemi estuarini. Anche se c’è qualche incertezza sull’effetto del cambiamento climatico sulle tempeste e sugli uragani, l’aumento dell’intensità o della frequenza o i cambiamenti nei percorsi di queste tempeste potrebbero aumentare i danni nelle aree costiere. Il danneggiamento e la perdita di aree costiere metterebbero in pericolo i servizi economici ed ecologici forniti dalle zone umide e dalle paludi costiere, compreso il controllo delle inondazioni, l’habitat ecologico critico e la purificazione dell’acqua.

Influenza sui pesci e il loro habitat

L’innalzamento relativo del livello del mare e altre implicazioni del cambiamento climatico globale influenzeranno le risorse viventi e gli habitat in tutto il mondo.
Con l’aumento delle temperature le precipitazioni e i flussi di acqua dolce cambieranno, determinando variazioni importanti nelle zone degli estuari e sulle acque costiere. I nuovi regimi idrologici potrebbero spingere gli ecosistemi in un’era di transizione ecologica che sarà ancora più significativa di quella che stiamo vivendo a seguito delle attuali pressioni dovute allo sviluppo umano, all’inquinamento e all’eccessivo sfruttamento.
Questi cambiamenti influenzeranno l’habitat e gli stock ittici. Infatti la maggior parte delle specie ittiche sarà sottoposta a fattori stressanti determinati dalla necessità di adattarsi a nuove condizioni ambientali, a nuove relazioni ecologiche ed alla prospettiva di habitat troncati.
I nuovi habitat così creatisi saranno invasi da specie opportunistiche ovvero specie animali ad alta valenza ecologica, ovvero che meglio di altre si adattano a condizioni di vita anche estreme, allo sviluppo degli insediamenti strutture antropici, ad habitat caratterizzati da differenti parametri ambientali; inoltre alcune specie dipendenti per la loro sopravvivenza da aree di estuario come il branzino, saranno influenzate dalla nuova temperatura dell’acqua, dalla salinità e dai regimi di corrente. Anche le alghe, che hanno bisogno di diverse stagioni di crescita per il loro sviluppo potrebbero incontrare difficoltà nel resistere ai cambiamenti ambientali.
Molti di questi fattori saranno responsabili di un totale stravolgimento della catena alimentare con perdite o migrazioni di specie chiave per l’ecosistema e quindi con gravi inevitabili ripercussioni sul mercato ittico.

Tags: Innalzamento livello del maresettore itticospecie opportunistichestock ittici
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Tosca Sala, laureata in biologia in Francia sta seguendo un master UE in “oceanography: marine resources and environment”. Interessata alla gestione sostenibile delle risorse ittiche nel Mar mediterraneo e nell’ oceano Atlantico.

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