Regione Lombardia mette a disposizione 1.263.000 euro per le micro, piccole e medie imprese dell’acquacoltura, comprese le nuove realtà imprenditoriali. Il contributo in conto capitale copre il 60% della spesa ammessa e può variare da 18.000 a 300.000 euro. Ogni impresa potrà presentare una sola domanda attraverso il portale regionale Bandi e Servizi, dalle ore 10 del 3 agosto alle 23.59 del 3 dicembre 2026.
Per un’impresa acquicola, il dato che cambia davvero la prospettiva è quel 60% di copertura. Significa che un investimento ammissibile da 100.000 euro può ricevere fino a 60.000 euro di contributo pubblico.
Una leva concreta per interventi spesso necessari ma difficili da sostenere soltanto con risorse aziendali: rinnovare gli impianti, ridurre i consumi, migliorare la gestione dell’acqua, introdurre nuove tecnologie e aumentare la qualità delle produzioni.
Un sostegno diretto agli investimenti produttivi
Il secondo bando FEAMPA 2021-2027 della Lombardia è rivolto alle MPMI del settore acquicolo e alle nuove imprese. Finanzia progetti con una spesa compresa tra 30.000 e 500.000 euro, ai quali corrisponde un contributo minimo di 18.000 euro e massimo di 300.000 euro.
La misura prosegue il percorso avviato nel 2024 con il precedente bando lombardo per l’acquacoltura, che disponeva di una dotazione da 1,5 milioni di euro. Il nuovo stanziamento conferma quindi una linea di intervento ormai riconoscibile: accompagnare le aziende nel passaggio verso produzioni più efficienti, controllate e sostenibili.
Impianti, tecnologia, energia e qualità
Le risorse potranno finanziare interventi per l’ammodernamento degli impianti, l’innovazione tecnologica, il miglioramento della sostenibilità ambientale e dell’efficienza energetica, il benessere animale, la sicurezza dei lavoratori e la qualità delle produzioni.
Il perimetro è ampio, ma il principio è chiaro: gli investimenti dovranno incidere concretamente sul funzionamento dell’azienda. Non semplici acquisti, dunque, ma strumenti capaci di migliorare il processo produttivo, contenere i costi o rafforzare il valore commerciale del prodotto.
Per molte imprese questo può significare intervenire su vasche, circuiti idraulici, sistemi di controllo, attrezzature, consumi energetici, tracciabilità o lavorazione della produzione. Il vero obiettivo non è spendere di più, ma produrre meglio e con maggiore continuità.
Non è un click day: conterà la qualità del progetto
Le domande saranno esaminate attraverso una procedura valutativa con graduatoria. La Regione applicherà una griglia di criteri definita dal bando: la velocità di presentazione, da sola, non garantirà quindi l’accesso al contributo.
Per le imprese il lavoro decisivo comincia prima dell’apertura dello sportello. Occorrerà individuare un’esigenza reale, definire gli investimenti necessari e spiegare quali risultati produrranno.
Un progetto costruito attorno a un problema concreto — consumi elevati, impianti superati, difficoltà nella gestione dell’acqua, limiti nella sicurezza o nella valorizzazione del prodotto — sarà inevitabilmente più leggibile di una semplice lista di forniture.
Il testo completo, le disposizioni attuative e gli allegati sono disponibili nella scheda ufficiale del bando di Regione Lombardia.
Altri 200.000 euro per il patrimonio ittico
Accanto al bando per le imprese, Regione Lombardia ha stanziato 200.000 euro per le associazioni qualificate dei pescatori dilettanti ricreativi. Le risorse sono suddivise in due linee da 100.000 euro e finanzieranno programmi dedicati alla pesca dilettantistico-sportiva e alla tutela del patrimonio ittico autoctono.
Gli interventi potranno riguardare la vigilanza, il ripopolamento delle acque, la riqualificazione degli habitat fluviali e lacustri, la realizzazione di aree di frega, i progetti sociali e terapeutici e la gestione dei centri di riproduzione della fauna ittica.
Le domande dovranno essere inviate tramite PEC entro il 30 settembre 2026. I programmi dovranno essere realizzati sul territorio lombardo, con l’esclusione della provincia di Sondrio, dove le competenze in materia sono esercitate direttamente dall’amministrazione provinciale.
Le due misure hanno destinatari differenti, ma seguono la stessa direzione: rafforzare le imprese senza separare la produzione dalla qualità delle acque e dalla tutela degli ecosistemi.
Per le aziende acquicole, adesso, l’opportunità è concreta. La differenza la farà la capacità di trasformare il contributo pubblico in un investimento utile, sostenibile e coerente con le reali esigenze produttive.
Ad ufficializzare la misura è stato l’assessore di Regione Lombardia ad Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi.
“Questi interventi – ha dichiarato Beduschi – confermano la volontà della Regione di accompagnare lo sviluppo del settore ittico con una visione che tiene insieme competitività e tutela dell’ambiente. Investire nella pesca significa investire nella qualità delle nostre acque, nella biodiversità e nelle comunità che vivono e presidiano quotidianamente questi territori. Continueremo a sostenere un comparto che rappresenta un tassello importante della nostra sovranità alimentare e della valorizzazione delle eccellenze lombarde”.













