BLU MATER: i pescatori di UNCI Agroalimentare “puliscono” il mare in maniera responsabile – UNCI Agroalimentare, in ATS con l’Università di Ferrara ( Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche), promuove il progetto BLU MATER – MArine litTEr Recovery, finanziato dal Fondo Europeo Affari Marittimi e della Pesca.
Il progetto, ambizioso soprattutto per le finalità che si propone, coinvolge direttamente coloro che vivono il mare quotidianamente e dal quale traggono lavoro e sostentamento: i pescatori. Questi ultimi hanno un rapporto con i “rifiuti marini”che corre su un doppio binario: se da una parte sono considerati i principali responsabili dell’inquinamento del mare, dall’altra sono coloro che più di altre categorie di lavoratori subiscono le negative ricadute del fenomeno.
Quando si parla di rifiuti in mare, il riferimento è soprattutto all’ inquinamento plastico, ma non solo. Il fenomeno ha raggiunto proporzioni più che preoccupanti e dunque i pescatori per primi esprimono la volontà di adoperarsi divenendo custodi principali del mare e delle sue risorse.
È chiaro che l’azione antropica rappresenta la causa principale dell’inquinamento marino e la soluzione privilegiata deve necessariamente essere quella di determinare un cambio di rotta soprattutto nelle abitudini quotidiane di acquisto e dunque di riduzione, ma anche di riutilizzo e riciclo.
I nostri pescatori si impegnano anche in un’altra operazione importantissima: il recupero dei rifiuti in mare. Ecco dunque che vengono recuperati frammenti e oggetti vari di plastica (tappi, stoviglie, bottiglie, reti da pesca, sacchetti), vetro ma anche carta cartone, metalli vari etc. Sono questi pescatori virtuosi, i protagonisti del progetto di UNCI Agroalimentare: lavoratori che hanno deciso di prestare il loro tempo e le loro energie per una giusta causa.
BLU MATER però non può e non deve essere considerata una semplice operazione di recupero rifiuti, di per sé già fondamentale. Attraverso appositi sistemi di raccolta e stoccaggio installati in via sperimentale a bordo, i pescatori “gestiscono” i rifiuti recuperati operando un temporaneo stoccaggio sui pescherecci prima del conferimento a terra. Tali operazioni vengono svolte durante le ordinarie uscite a mare, in tempi e modalità scelte in maniera estemporanea dagli equipaggi.
Le attività progettuali vengono realizzate in due aree ben definite, le GSA 10 e 17, con il coinvolgimento di un campione di imbarcazioni scelte tra quelle che afferiscono a UNCI Agroalimentare.
Al di là dell’apparente limite spaziale, l’obiettivo finale dell’intera operazione è quello di definire un modello unico, valevole per tutto il territorio nazionale, per le imbarcazioni che vogliono optare per un approccio virtuoso all’attività provvedendo a ripulire il mare dai rifiuti. Un modello che, applicato, non mancherà di fornire risultati confortanti sia in termini di recupero dei materiali/rifiuti ma anche in termini di tutela dell’ambiente, della risorsa e dunque anche di reddito per gli addetti.
BLU MATER: i pescatori di UNCI Agroalimentare “puliscono” il mare in maniera responsabile












