I rifiuti marini sono un problema ambientale crescente e critico e in questo senso l’industria della pesca contribuisce in modo determinante. Con un approccio di economia circolare, il progetto OCEANETS, finanziato dall’UE, mira ad affrontare questa sfida, prevenendo la perdita degli attrezzi da pesca, rendendne molto più semplice il recupero e il riciclo. Il consorzio alla guida del progetto ha visto l’opportunità di agire su due livelli: prevenzione e riciclaggio.
In pratica, OCEANETS ha sostenuto lo sviluppo di uno strumento informatico, che consente ai pescatori sia di prevenire la perdita degli attrezzi da pesca, sia di recuperare quelli che si trovano abbandonati nell’ambiente marino. Lo strumento online registra e scambia informazioni geolocalizzate sui punti in cui il rischio di perdere gli attrezzi da pesca è elevato (ad esempio aree con frequenti temporali o luoghi con rocce appuntite). Segnala inoltre ai pescatori la presenza di attrezzi da pesca smarriti o abbandonati al fine di recuperarli ed evitare che danneggino i pescherecci. Lo strumento è stato progettato e già testato con successo con il supporto di skipper, capitani e armatori che operano nel porto di Vigo in Spagna, uno dei più grandi porti pescherecci d’Europa.
OCEANETS ha poi ottimizzato un impianto pilota per riciclare chimicamente il poliestere e il polietilene di cui sono fatti gli attrezzi da pesca, al fine di produrre filati di alta qualità. Al momento è stao prodotto un “tessuto pilota” in poliammide da testare per la produzione di abbigliamento sportivo, con l’obiettivo finale di produrre tessuti di alta qualità.
Da quando è stato lanciato all’inizio del 2019, lo strumento di geolocalizzazione OCEANETS è stato utilizzato dalla Cooperativa armatoriale del porto di Vigo (ARVI) e dall’Asociación Vertidos Cero. Mentre il valore tecnico, economico e ambientale di questo approccio circolare è stato dimostrato nel bacino atlantico, il concetto è facilmente trasferibile ad altre aree marine europee così come ad altre regioni del mondo.
Attraverso il suo impegno per l’ambiente marino e la produzione e il consumo responsabili, OCEANETS contribuisce direttamente agli obiettivi del Green Deal europeo, della direttiva sulla plastica monouso e della strategia dell’UE sulla biodiversità.
OCEANETS è gestito da un consorzio di istituzioni e associazioni di ricerca europee tra cui SINTEX AS (Repubblica Ceca) e AIMPLAS, Asociación Vertidos Cero, Cooperativa de Armadores de Pesca del Puerto de Vigo SCG, ECOALF SL e Universidad de Vigo.
Secondo il WWF, oltre il 10% dei detriti di plastica trovati nell’oceano è associato ad attrezzi da pesca abbandonati o persi. Ogni anno circa 640.000 tonnellate di attrezzature da pesca vengono perse o abbandonate negli oceani e possono rimanere negli oceani fino a 600 anni. Le conseguenze dell’abbandono di tali attrezzi da pesca sono la pesca fantasma (attrezzi da pesca abbandonati che continuano a catturare pesce), l’esaurimento degli stock, la cattura di specie non bersaglio, l’inquinamento da (micro)plastiche e i pericoli per altre navi.












