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Home Acquacoltura

Desiree Pesci: “Il nuovo Farm Standard ASC è una svolta per l’acquacoltura”

La responsabile sviluppo di ASC Italia commenta il lancio del nuovo Farm Standard, che sostituisce i precedenti schemi specie-specifici: più trasparenza, rigore e impatto positivo per l’intera filiera

Alice Giacalone by Alice Giacalone
14 Maggio 2025
in Acquacoltura, Aziende in evidenza, In evidenza, Mercati, News, Sostenibilità, Tecnologia
Farm Standard per l’acquacoltura responsabile

Farm Standard per l’acquacoltura responsabile

Il lancio del Farm Standard per l’acquacoltura responsabile segna un nuovo punto di riferimento per l’intera filiera. Non si tratta solo dell’introduzione di un nuovo schema certificativo, ma di un’evoluzione strutturale che unisce esigenze di mercato, rigore scientifico e responsabilità ambientale. A confermarlo è Desirée Pesci, Market Development Manager di ASC Italia, che ha commentato: “Il lancio del nuovo Farm Standard di ASC rappresenta una svolta fondamentale per l’intera industria. Con un approccio integrato e basato sul rischio, questo standard offre risposte concrete alle esigenze di mercato e alle sfide ambientali e sociali che il settore dell’acquacoltura deve affrontare. È uno strumento potente per guidare il cambiamento e per dimostrare, con trasparenza, l’impegno reale verso pratiche responsabili che rispettino le persone, il pianeta ed il benessere animale.”

Il nuovo standard, presentato in anteprima al Seafood Expo Global di Barcellona, nasce dall’unificazione di dodici standard precedenti in un unico framework operativo, pensato per aumentare coerenza, trasparenza e applicabilità nella gestione degli allevamenti ittici certificati ASC.

Un impianto moderno e multilivello

A differenza degli approcci settoriali del passato, il Farm Standard adotta una logica integrata e risk-based, ovvero calibrata sull’effettiva esposizione ai rischi ambientali, sociali e sanitari dei diversi contesti produttivi. Questo consente alle aziende di concentrare gli sforzi dove è più necessario, riducendo al contempo il carico amministrativo dove i rischi sono minori.
Per chi acquista e distribuisce prodotti ittici, il nuovo standard introduce un vantaggio competitivo rilevante: più chiarezza nei requisiti, maggiore affidabilità dei dati, e soprattutto la possibilità di comunicare ai propri clienti un impegno certificato che tiene conto di benessere animale, condizioni di lavoro e tutela della biodiversità.

Il ruolo dell’Italia nella nuova fase dell’ASC

Il mercato italiano, già da tempo attento ai valori della tracciabilità e della responsabilità ambientale, si trova oggi nella posizione ideale per guidare questa transizione. Le aziende certificate ASC nel nostro Paese sono in crescita e sempre più strutturate per affrontare gli obiettivi ESG richiesti da GDO, export e canali Horeca.
Il nuovo Programme Centre, piattaforma digitale dedicata messa a disposizione da ASC, centralizza documenti, strumenti e risorse operative, facilitando il lavoro di produttori, trasformatori e auditor. Un’infrastruttura pensata per rendere la certificazione non solo più accessibile, ma anche più funzionale al miglioramento continuo.

Due anni per trasformare il settore

ASC ha previsto un periodo di transizione di due anni per permettere alle aziende di adeguarsi progressivamente, con il massimo supporto tecnico e formativo. In questo tempo, i vecchi standard rimarranno validi, ma l’obiettivo è chiaro: dare a tutta la filiera uno strumento univoco, aggiornato e concreto per dimostrare l’impegno verso l’acquacoltura sostenibile.
Il Farm Standard non è solo un documento tecnico, ma una leva per rafforzare la credibilità del settore agli occhi di consumatori, istituzioni e mercati internazionali. Come affermato da Desiree Pesci, “guidare il cambiamento” oggi significa saper unire rigore, trasparenza e visione.

Tags: acquacoltura responsabileASCASC Italiacertificazione itticaDesiree PesciFarm Standardfiliera itticaseafood certificationsostenibilità acquacolturastandard ASC
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