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Economia circolare nel largo consumo in Italia

Le best practice raccolte e misurate da GS1 Italy in un nuovo report

Redazione by Redazione
14 Dicembre 2022
in In evidenza, Mercati, News
Economia circolare nel largo consumo in Italia

Economia circolare nel largo consumo in Italia

Economia circolare nel largo consumo in Italia – Molto si sta già facendo, molto si può migliorare. Soprattutto se verranno scardinate le barriere di sistema che frenano la crescita di questo percorso virtuoso, favorevole non solo per le imprese ma anche per l’intera società. È questa, in estrema sintesi, la conclusione della nuova ricerca “Stato dell’arte dell’economia circolare nel largo consumo italiano”, condotta da GS1 Italy, in ambito ECR e in collaborazione con l’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Partendo da Circol-UP – lo strumento di GS1 Italy che consente alle aziende di misurare e identificare le opportunità̀ per massimizzare la circolarità̀ dei processi produttivi, della filiera e dei prodotti – lo studio ha analizzato il livello di circolarità e le performance di 23 imprese italiane appartenenti a tre settori del largo consumo: alimentari e bevande, cura casa e cura persona, retail. Ne è emerso un quadro proattivo e con un impegno strutturato verso una transizione in favore della circolarità. Ma con margini di miglioramento.

Il campione di 23 aziende ha infatti evidenziato un livello medio di circolarità del 53%. Il settore più virtuoso è quello di alimentari e bevande con il 61% di media, seguito dal cura casa e cura persona con il 48% e dal retail con il 45%.

«Abbiamo riscontrato un buon livello medio di circolarità e abbiamo rilevato numerose buone pratiche, di natura materiale e immateriale, messe in atto in ciascuna fase della value chain» spiega Silvia Scalia, ECR Italia e training director di GS1 Italy. «Questo dimostra, da un lato, che le imprese dispongono di un set composito di approcci e di metodi per ottimizzare i loro percorsi verso la circolarità e, dall’altro, che li hanno già integrati all’interno delle proprie organizzazioni per definire strategie e compiere azioni coerenti».

Nel report “Stato dell’arte dell’economia circolare nel largo consumo italiano” vengono analizzati in maniera aggregata i risultati delle 23 aziende partecipanti, ripercorrendo l’applicazione di buone pratiche di circolarità lungo le sei fasi del ciclo di vita dei prodotti analizzate (approvvigionamento, design, produzione, distribuzione, utilizzo, gestione del fine vita e dei rifiuti) e approfondendo alcuni casi virtuosi nei tre settori raccontati in 12 schede dedicate.

Nel mondo di alimentari e bevande la fase di design è affidata alle case history sul packaging riutilizzabile di Nutella e sul design circolare degli imballaggi di Parmalat, quella di produzione ai casi dell’efficientamento idrico dei processi di Auricchio e del programma Manufacturing Integrated Lean 6 Sigma di Mondelez, la fase distributiva alla logistica automatizzata di Bauli e quella di consumo alla app “Dove lo butto” di Gruppo Nestlé in Italia. Nell’universo del cura casa e cura persona vengono presentati i packaging circolari di Sutter Industries e le attività di comunicazione e sensibilizzazione del consumatore attuate da Procter & Gamble Italia. Nel retail le case history riguardano invece il trasporto “franco fabbrica” di Conad Logistics e il percorso di eco-valutazione dei fornitori delle private label di D.IT per la fase di approvvigionamento in ottica di circolarità, i nuovi canali di comunicazione della sostenibilità adottati da Bennet per la fase di consumo, e l’economia circolare nella gestione dei rifiuti di imballaggio applicata da Esselunga per la fase di fine vita.

L’analisi condotta da GS1 Italy ha permesso di individuare non solo cosa funziona, ma anche cosa non funziona nel percorso verso la piena circolarità delle imprese italiane.

«Questo studio ha fatto emergere alcuni gap strutturali, determinati da barriere di sistema che ostacolano l’implementazione di altre buone pratiche nelle aziende, come il trasporto intermodale o la raccolta differenziata di sotto-tipologie di rifiuti da imballaggio» aggiunge Fabio Iraldo, professore dell’Istituto di Management della Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa. «Per questo nel report abbiamo raccolto e dettagliato le cinque condizioni abilitanti che, potenzialmente, potrebbero incidere in maniera significativa sulle performance dei singoli permettendo di generare un cambiamento sociale su larga scala».

Queste cinque condizioni abilitanti, che rappresentano un primo punto di partenza verso l’implementazione di azioni mirate alla risoluzione progressiva delle barriere di sistema, sono:
1. Redigere un’agenda comune che permetta di allineare gli sforzi, definire l’impegno e il ruolo di ogni organizzazione, mappare le competenze, determinare i flussi secondo i quali saranno condivisi i dati e le informazioni all’interno e all’esterno del gruppo.
2. Definire un sistema di misurazione condiviso, in particolare per quanto riguarda gli indicatori usati per misurare gli effetti di ogni iniziativa. Su questo fronte il percorso realizzato tramite Circol-UP ha sviluppato un know-how vasto e valorizzabile in attività future.
3. Predisporre l’ambito di azione di ogni organizzazione sulla base delle specifiche competenze. Formazione su competenze chiave, mappatura delle competenze, nonché contributo alla creazione di networking e sinergie tra aziende, sono attività core rispetto a cui GS1 Italy potrebbe contribuire in modo decisivo.
4. Condividere le informazioni. Tutti coloro che partecipano all’attuazione dell’azione di sistema dovrebbero avere uno scambio frequente e strutturato di informazioni, facilitato dalla digitalizzazione. L’utilizzo degli standard globali e aperti GS1 agevola il raggiungimento del livello di efficienza richiesto dal concetto di economia circolare.
5. Costruire la “spina dorsale” del progetto, ossia un gruppo indipendente di soggetti che faccia da “cabina di regia”, dedicandosi all’iniziativa e guidandone la visione.

Per approfondimenti, è possibile visitare il sito di GS1 Italy e scaricare gratuitamente la ricerca.

Economia circolare nel largo consumo in Italia

Tags: economia circolareGS1 Italylargo consumo
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