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Germania, l’eolico offshore finanzia la riduzione della flotta da pesca

Diciannove pescherecci del Mare del Nord accederanno agli aiuti per la cessazione definitiva dell’attività. Le domande sono state 48. Il dato più significativo, però, riguarda l’origine delle risorse: il programma è finanziato anche attraverso i proventi delle aste per l’eolico offshore, mentre proprio lo spazio marittimo diventa una risorsa sempre più contesa.

Alice Giacalone by Alice Giacalone
14 Agosto 2026
in In evidenza, News, Pesca, Sostenibilità, Tecnologia
eolico offshore e pesca in Germania

eolico offshore e pesca in Germania

La Germania ha approvato 19 richieste di aiuto per la cessazione definitiva dell’attività di pesca nel Mare del Nord, a fronte di 48 domande presentate. Il programma triennale dispone complessivamente di 20 milioni di euro e punta, tra gli altri obiettivi, a ridurre di circa il 30% la flotta impegnata nella pesca del gambero grigio. Le risorse arrivano dal sistema delle aste per l’eolico offshore, che destina una quota dei proventi al settore della pesca.

Più domande che fondi: il segnale che arriva dalla pesca tedesca

Non sono tanto le 19 imbarcazioni ammesse agli aiuti a raccontare cosa sta accadendo nella pesca tedesca. Sono soprattutto le 48 richieste presentate.

La prima fase del programma federale per la cessazione definitiva dell’attività ha quindi raccolto molte più candidature rispetto agli interventi finanziabili. Un dato che non può essere letto come una semplice corsa alla demolizione, ma che segnala quanto, in alcuni segmenti della flotta del Mare del Nord, l’uscita dal settore sia diventata un’opzione concreta per un numero significativo di imprese.

Dei 19 finanziamenti concessi, 17 riguardano la pesca del gambero grigio: nove nello Schleswig-Holstein e otto nella Bassa Sassonia. Altri due interessano la flotta impegnata nella pesca dei pesci piatti.

Per accedere agli aiuti, i beneficiari dovranno restituire le autorizzazioni di pesca collegate alle imbarcazioni e procedere alla loro demolizione, completando la cessazione definitiva entro il 30 giugno 2027.

Per il gambero l’obiettivo è ridurre la flotta di circa il 30%

Il programma non nasce soltanto per accompagnare singoli armatori fuori dal mercato. La Germania punta a un vero riequilibrio strutturale della capacità di pesca, con l’obiettivo di ridurre di circa il 30% la flotta dedicata al gambero grigio del Mare del Nord.

La misura dovrebbe contribuire ad avvicinare la capacità della flotta alle opportunità di pesca disponibili e, allo stesso tempo, offrire una via d’uscita agli operatori che non considerano più sostenibile proseguire l’attività.

È un passaggio che riguarda da vicino un settore sottoposto a pressioni diverse: redditività, disponibilità delle risorse, ricambio generazionale, vincoli ambientali e crescente competizione per l’utilizzo dello spazio marittimo.

Una competizione destinata ad assumere un peso sempre maggiore anche nel resto d’Europa, dove pesca, acquacoltura, energia, aree protette e infrastrutture devono convivere nello stesso spazio marino.

Il punto più delicato: a finanziare le uscite sono anche i proventi dell’eolico

Ed è qui che il caso tedesco diventa particolarmente interessante.

Il programma triennale dispone complessivamente di 20 milioni di euro provenienti dalle risorse generate nell’ambito della legge tedesca sull’energia eolica offshore, la WindSeeG.

Il meccanismo delle aste prevede infatti che una quota dei proventi sia destinata al settore della pesca per finanziare interventi di sostenibilità e ristrutturazione. La normativa stabilisce una specifica “componente pesca” pari al 5% della relativa componente economica prevista dal sistema.

In altre parole, una parte delle risorse generate dall’assegnazione degli spazi marittimi all’eolico offshore viene reindirizzata alla pesca.

È questo il vero elemento politico ed economico della vicenda.

Non sarebbe corretto sostenere che i 19 pescherecci escano dal settore a causa dell’eolico offshore: le ragioni che determinano una cessazione dell’attività sono molteplici. È però altrettanto evidente che la crescita degli usi energetici del mare aumenta la necessità di governare la coesistenza tra attività differenti, soprattutto nelle aree tradizionalmente utilizzate dalla pesca.

Un meccanismo di compensazione che apre una questione più ampia

La prima fase del programma disponeva di 12 milioni di euro: 3,5 milioni per la flotta del gambero dello Schleswig-Holstein, altri 3,5 milioni per quella della Bassa Sassonia e 5 milioni per il segmento dei pesci piatti.

Per la seconda finestra, aperta fino al 31 dicembre 2026, sono previsti ulteriori 2,75 milioni per ciascuna delle due flotte regionali del gambero. Una terza fase è programmata entro la fine del 2027.

Le informazioni operative sono pubblicate dalla Bundesanstalt für Landwirtschaft und Ernährung (BLE), l’agenzia federale che gestisce il programma.

Il modello tedesco rende quindi molto concreta una questione destinata a pesare sempre di più sulla politica marittima europea: come conciliare la crescita delle nuove attività in mare con la permanenza di quelle tradizionali.

Per la pesca il punto non è soltanto ricevere una compensazione quando lo spazio si riduce o quando un’impresa decide di cessare. La vera sfida sarà evitare che la transizione energetica e la pianificazione dello spazio marittimo producano, nel lungo periodo, una progressiva marginalizzazione della produzione alimentare in mare.

Il dato delle 48 domande per 19 finanziamenti rende il problema meno teorico. In Germania una parte della flotta sta già scegliendo di uscire. E mentre il mare cambia funzione, anche la pesca europea è chiamata a ridefinire il proprio spazio economico, produttivo e fisico.

Tags: eolico offshoreflotta da pescagambero grigiogermaniaMare del Nordpesca europeapesca tedescapeschereccispazio marittimotransizione energeticaWindSeeG
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Alice Giacalone

Alice Giacalone

Autrice Pesceinrete Alice Giacalone scrive per Pesceinrete occupandosi di attualità, imprese, mercati e scenari della filiera ittica. Nei suoi contributi segue l’evoluzione del settore seafood con attenzione ai temi che incidono sul lavoro degli operatori, dalla pesca all’acquacoltura, dalla sostenibilità alle dinamiche commerciali.

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