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Home Pesca

Fermo pesca in Toscana. Coldiretti, aumenta il rischio di consumare inconsapevolmente prodotto straniero

Redazione by Redazione
2 Ottobre 2018
in Pesca

Per tutto il mese di ottobre le marinerie toscane che contano 580 imbarcazioni registrate, osserveranno il fermo pesca. Un settore importante per la regione Toscana con un pescato di 7400 tonnelate ed un fatturato di 50milioni di euro.

Come riporta una nota di Coldiretti, con il fermo pesca si fermerà la pesca professionale e non prenderanno la via del mare i pescherecci a Monte Argentario, Castiglion della Pescaia, Piombino, Livorno e Viareggio.

Coldiretti Impresapesca sottolinea che “con il fermo totale aumenta anche il rischio di ritrovarsi nel piatto, soprattutto al ristorante, prodotto straniero o congelato se non si tratta di quello fresco Made in Italy proveniente dalle altre zone dove non è in atto il fermo pesca, dagli allevamenti nazionali o dalla seppur limitata produzione locale dovuta alle barche delle piccola pesca che possono ugualmente operare. Un pericolo favorito dal fatto che in Italia più di 2 pesci su 3 consumati nei territori interessati dal blocco vengono dall’estero”.

Per effettuare acquisti di qualità al giusto prezzo il consiglio di Coldiretti Impresapesca è dunque di “verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere l’area di pesca (Gsa). Le provenienze sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta). Ma ci si può anche rivolgere alle esperienze di filiera corta per la vendita diretta del pescato che Coldiretti Impresapesca ha avviato presso la rete di Campagna Amica”.

“Uno dei problemi del settore – sottolinea Tulio Marcelli, presidente Coldiretti Toscana- è la concorrenza sleale del prodotto proveniente dall’estero e spacciato per italiano soprattutto nella ristorazione ma anche a causa dell’eccessiva burocrazia, oltre che all’introduzione di regole eccessivamente penalizzanti per le imprese ittiche. Coldiretti Impresa Pesca più volte negli anni ha chiesto una radicale modifica del fermo pesca quale strumento di gestione – continua Marcelli – che non risponde più da tempo alle esigenze della sostenibilità delle principali specie target della pesca nazionale. L’auspicio – conclude – è che dal 2019 si possa mettere in campo un nuovo sistema che tenga realmente conto delle esigenze di riproduzione delle specie e delle esigenze economiche delle marinerie”.

“Quello della pesca è un settore importante anche per la Toscana, secondo gli ultimi dati di Infocamere in leggera ripresa – commenta Antonio De Concilio, direttore regionale Coldiretti – che alimenta un giro d’affari che coinvolge un indotto significativo che ruota intorno ai tre mercati principali che sono quelli di Monte Argentario, Livorno e Viareggio. Coldiretti Impresapesca  – continua De Concilio – è impegnata per garantire la trasparenza dell’informazione ai consumatori dal mare alla tavola anche con progetti che riguardano la ristorazione, dove si sta diffondendo la “carta del pesce” per distinguere il prodotto made in Italy mentre enormi passi in avanti sono stati fatti sull’etichettatura nei banchi di vendita, a difesa di consumatori ed imprese della pesca dei nostri territori ”.

 

Tags: ColdirettiFermo pescapescepesce fresco
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