
Friend of the Sea ha recentemente introdotto un nuovo standard per la certificazione di alghe, dalla raccolta sostenibile all’agricoltura. Questa norma ha lo scopo di proteggere dalla pesca eccessiva le alghe marine selvatiche che hanno anche la funzione di ricreare l’habitat per centinaia di altre specie oceaniche.
Le alghe sono una materia prima importante per molti settori: alimentari, cosmetici, prodotti farmaceutici, fertilizzanti e mangimi per animali. Anche se oltre il 95 per cento della produzione di alghe marine mondiale è coltivato, ci sono preoccupazioni per la raccolta di alghe marine selvatiche. Infatti, la loro forte domanda può portare un eccesso di raccolta e perdita di ecosistemi, habitat naturale per la ricca vita marina. Diversi studi hanno però messo in evidenza come le piccole aziende di coltivazione di alghe possono fornire benefici sociali ed economici alle comunità locali e al tempo stesso avere un impatto positivo in termini di emissioni di anidride carbonica.
Al giorno d’oggi, la Cina, l’Indonesia e le Filippine guidano la produzione globale di alghe, che è di circa 21 milioni di tonnellate l’anno.
I criteri fondamentali della certificazione Friend of the Sea di alghe sostenibili sono:
Nessun impatto su habitat critici
Monitoraggio delle acque
Prodotti chimici e sostanze pericolose
Gestione dell’energia
Responsabilità sociale
Tracciabilità
“Le alghe sono una componente importante degli oceani e meritano maggiore attenzione e protezione”, sostiene Paolo Bray, direttore e fondatore di Friend of the Sea. “Siamo convinti che una produzione sostenibile di alghe marine contribuirà a ridurre l’impatto sull’ambiente marino.”











