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Gambero Rosso: oltre l’ombra dell’inchiesta, il futuro è nella cooperazione internazionale

Mentre le indagini sui presunti traffici illeciti scuotono il settore, emerge la necessità di regolarizzare i rapporti con il Nord Africa. La sfida: trasformare il "segreto di pulcinella" in accordi di pesca sostenibili e trasparenti

Gaspare Bilardello by Gaspare Bilardello
29 Aprile 2026
in In evidenza, Mercati, News, Pesca, Sostenibilità
Mazara del Vallo red prawn: turning crisis into reform

Mazara del Vallo red prawn: turning crisis into reform

Il Gambero Rosso di Mazara del Vallo non è solo un prodotto d’eccellenza; è il cuore pulsante di un’economia e di una tradizione secolare. Negli ultimi mesi, però, il “marchio” è finito sotto i riflettori non per la sua qualità, ma per le ombre gettate dall’inchiesta di Irpi Media. Se da un lato è doveroso fare luce su presunte triangolazioni e trasbordi illegali, dall’altro è vitale che l’intera marineria non diventi il capro espiatorio di un sistema opaco che penalizza, per primo, proprio chi lavora nell’onestà.

Bisogna ribadire un concetto fondamentale: il valore aggiunto del gambero rosso (Aristaeomorpha foliacea) non risiede solo nel fondale in cui viene pescato, ma nel know-how dei pescatori mazaresi.

È la tecnologia del freddo a bordo e la capacità di operare in alti fondali che ha reso questo crostaceo un’icona globale. Eppure, oggi, questa maestria è schiacciata tra l’incudine dell’aumento dei costi (gasolio in primis) e il martello delle restrizioni europee sulla riduzione dello sforzo di pesca.

Il cosiddetto “dumping” dei paesi nordafricani è spesso analizzato in modo superficiale. In un mercato libero, il prezzo è sovrano, ma il problema sorge quando il basso costo è figlio di zone d’ombra.

Le “triangolazioni” (come il transito di prodotto libico via Tunisia per aggirare i divieti di esportazione verso l’UE) sono note a tutti. Tuttavia, la soluzione non è la chiusura, ma la legalizzazione e la trasparenza.

È tempo che i rapporti con i paesi partner siano accessibili a tutti, garantendo condizioni di pesca sostenibile e sicura.

La via d’uscita esiste ed è scritta nelle leggi. Il Regolamento UE 2017/2403 (che ha aggiornato il quadro normativo sulla gestione sostenibile delle flotte esterne) fornisce gli strumenti per addivenire ad accordi tra Stati membri e Paesi terzi. Non è necessario attendere sempre l’intervento pachidermico dell’Europa: esistono margini per autorizzazioni e accordi che, rispettando i requisiti di sostenibilità e legalità, permettano ai pescatori di lavorare negli areali storici in totale trasparenza.

Dare la possibilità a tutti di lavorare rispettando l’ambiente, trasferendo competenze e riducendo i costi è un diritto che deve essere collettivo, non un privilegio per pochi.

L’immobilismo delle associazioni di categoria davanti alle accuse di illegalità è preoccupante. Il silenzio non protegge il comparto; al contrario, lo espone al rischio di una svalutazione commerciale senza precedenti.

La politica e gli operatori devono avere il coraggio di istituzionalizzare i rapporti con i Paesi frontalieri. Accordi di pesca chiari significherebbero: tracciabilità totale del prodotto, tutela ambientale condivisa e fine della concorrenza sleale basata sull’illegalità.

Proteggere il Gambero Rosso oggi significa avere il coraggio di riformare il sistema. Mazara non può restare “cornuta e mazziata”: non può subire le restrizioni di Bruxelles e contemporaneamente la beffa del fango mediatico. È ora di trasformare una crisi d’immagine in un’opportunità di riforma per una pesca moderna, legale e mediterranea.

Tags: Accordi di pescaAristaeomorpha foliaceaconcorrenza slealecooperazione internazionalefiliera del gambero rossoGambero Rosso di Mazaralegalità nella pescamarineria mazareseNord Africapesca mediterraneapesca sostenibiletracciabilità ittica
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Gaspare Bilardello

Gaspare Bilardello

Autore Pesceinrete, pesca mediterranea e scenari internazionali Gaspare Bilardello scrive per Pesceinrete occupandosi di pesca mediterranea, marinerie, rapporti internazionali e scenari geopolitici del mare. I suoi contributi aiutano a leggere il settore ittico dentro un quadro più ampio, in cui produzione, territori, economie costiere e relazioni tra Paesi si intrecciano in modo sempre più evidente.

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