Presto il salmone potrebbe essere generato anche in laboratorio attraverso la ricerca scientifica. Wildtype è una società californiana che sta sviluppando una tecnica per creare in laboratorio il salmone partendo da alcune cellule animali. La missione della società è di “creare il pesce più pulito e sostenibile, a cominciare dal salmone“. Si tratta della stessa tecnologia con cui diverse aziende stanno tentando di sostituire la carne animale con un prodotto coltivato in laboratorio, ma simile per consistenza, nutrienti e sapore. I piccoli di salmone generati in laboratorio vengono nutriti con gli stessi nutrienti che consumerebbe il pesce in natura. Attualmente, il salmone di Wildtype, che viene usato per il sushi e il sashimi, ha un profilo nutrizionale simile a quello vero, sebbene al momento abbia meno proteine, secondo la società.
Per ora, Wildtype non ha ancora il permesso per vendere il salmone sintetico, ma ha sottolineato di star collaborando con le autorità sanitarie degli Stati Uniti per poterlo fare. Al momento, Singapore è l’unico Paese al mondo ad aver approvato la vendita al consumatore di un simile prodotto. Tali cellule vengono prelevate dagli animali tramite una biopsia e poi nutrite. Infine, vengono fatte riprodurre all’interno di appositi apparecchi detti bioreattori. Una volta cominciato il processo di riproduzione delle cellule non serve prelevare continuamente altre cellule direttamente dagli animali.
Secondo un recente rapporto di Boston Consulting Group (BCG) e di Horizon Corporation (BHC), entro il 2035 i prodotti alternativi alle proteine animali rappresenteranno l’11% di tutta la carne, i pesci, le uova e i prodotti caseari consumati nel mondo. “Con una spinta da parte dei regolatori e decisi miglioramenti nella tecnologia, quel numero potrebbe salire al 22% entro il 2035” sostengono i ricercatori. Ciò che appare certo è che nel corso dei prossimi decenni la ricerca scientifica, l’innovazione e la biotecnologia genereranno delle importanti novità nel mondo della pesca che nel bene o nel male è giusto affrontare, comprendere e monitorare avendo sempre presente l’importanza della tutela del consumatore, della tracciabilità del prodotto e della sostenibilità ambientale.












