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Il dibattito tra pescatori e istituzioni sulla pesca a strascico

L’esempio di Bio e Mare ci fa capire che una pesca sostenibile e redditizia è possibile e praticabile

Redazione by Redazione
14 Maggio 2021
in Aziende in evidenza, In evidenza, News, Sostenibilità
pesca a strascico

Dura presa di posizione di Federpesca contro le dichiarazioni del commissario europeo per l’ambiente, gli oceani e la pesca, il lituano Virginijus Sinkevicius, che ha definito la pesca a strascico “la più dannosa di tutte” perché distrugge l’ecosistema“. “In un periodo in cui le aziende soffrono – afferma il presidente di Federpesca Toscana, il castiglionese Roberto Manai – il settore viene attaccato e additato come responsabile del depauperamento dell’ambiente marino”.

La pesca a strascico di fondo viene comunemente definita come una pratica irresponsabile, che danneggia gravemente i fondali ed è quindi da evitare, se si vuole essere sostenibili. Questa estrema semplificazione porta a mettere nel calderone dei “distruttori di fondali” tutti i pescatori a strascico. Una nave da pesca di 16 metri ha una capacità distruttiva minore di una nave da 140 metri e conserva inoltre una maggiore capacità selettiva (è maggiormente in grado cioè di pescare solo il pesce desiderato), proprio grazie alle sue dimensioni ridotte. Già questo depone a favore della piccola pesca tradizionale, ma spesso non basta a renderla accettabile. Quando l’accanimento contro la risorsa ittica è forte, quando l’approccio del pescatore assume i toni di un combattimento contro il pesce o di una caccia all’ultimo esemplare, anche i sistemi tradizionali possono essere devastanti.

Rady Petrova, Presidente della Cooperativa di pesca Bio e Mare, “La Pesca in Rosa”, una cooperativa impegnata a praticare e diffondere un modo di pescare sostenibile è recentemente intervenuta nel dibattito sulla pesca a strascico dichiarando: “La nostra è una piccola cooperativa di pescatori tradizionali e per noi lo strascico è fondamentale per fare reddito. Nella nostra flotta abbiamo una sola barca che lo pratica, mentre le altre utilizzano altri sistemi di pesca a basso impatto ambientale (palangari di fondo, rete a circuizione, nasse e reti da posta fisse, n.d.r.). Le maglie della rete utilizzate sono più larghe del minimo consentito, in modo da trattenere solo i pesci più grandi. In questo modo si ha la certezza di non pescare pesci troppo piccoli (di cui è vietato il commercio). Questi infatti, qualora entrassero nella rete, riescono a sfuggirvi attraverso le maglie e hanno il tempo di crescere e riprodursi. È vero che si pesca meno pesce, ma questo è proprio quello che vogliamo: aumentare i guadagni, perché i pesci più grandi si vendono meglio e ad un prezzo più alto, vendendo meno pesce e sprecandone il meno possibile“.

L’esempio di Bio e Mare ci fa capire che una pesca sostenibile e redditizia è possibile e praticabile. Si possono adottare anche altri accorgimenti per abbassare le catture accidentali, a seconda del tipo di pesca. Esistono inoltre pescatori a strascico che hanno ottenuto importanti certificazioni internazionali di sostenibilità.

Il fondale marino fornisce un habitat a una immensa diversità di forme di vita, in particolare a specie invertebrate. Questi incredibili organismi sono in grado di alterare il fondale marino, ad esempio costruendo strutture come i coralli o scavando nei sedimenti. Per comprendere fornire dati e analisi al dibattito in corso è intervenuta anche l’Unione europea che ha finanziato un progetto per monitorare i risultati della pratica della pesca a strascico. Il quadro di valutazione del progetto BENTHIS sull’impatto della pesca a strascico può essere applicato in tutti i mari europei. Oltre a dimostrare che i tassi di mortalità bentonici sono direttamente collegati alla profondità di penetrazione delle attrezzature di pesca, il progetto ha anche identificato le regioni del fondale marino maggiormente a rischio, richiamando l’attenzione sulle quelle zone che risultano particolarmente fragili.

Tags: pescapesca a strascicopescatoriRady PetrovaRoberto ManaiVirginijus Sinkevičius
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