Il Norwegian Seafood Council, per conto degli allevatori di salmone norvegesi, vorrebbe correggere le informazioni fuorvianti e errate sull’uso di farina di pesce di provenienza non sostenibile nei mangimi per salmone.
Diversi articoli della stampa internazionale hanno recentemente affermato che l’acquacoltura norvegese contribuisce all’esaurimento degli stock ittici lungo la costa occidentale dell’Africa. Altri articoli si sono concentrati sugli acquisti diingredineti marini norvegesi in Gambia, affermando che molti di questi sono utilizzati come mangime per il salmone norvegese.
Questo non è corretto, sottolinea il Norwegian Seafood Council. L’industria norvegese del salmone non acquista prodotti della pesca dal Gambia. I dati di base che hanno portato a queste conclusioni sono stati corretti dall’industria dei mangimi, ma purtroppo non sono stati tenuti in debita considerazione dai media.
Gli ingredienti marini (olio di pesce o farina di pesce) che la Norvegia si procura dalla regione dell’Africa occidentale, in particolare dalla Mauritania, derivano da attività di pesca attualmente oggetto di progetti di miglioramento della pesca (FIP). La richiesta degli acquirenti norvegesi che stanno spingendo per una regolamentazione più severa e pratiche di pesca più sostenibili, è che gli ingredienti marini utilizzati per la produzione di mangimi per pesci provengano da attività di pesca certificate o soggette a progetti di miglioramento.
I relativi progetti di miglioramento della pesca sono stati progettati anche con un focus sui pescatori artigianali, sulla gestione degli stock e sulla garanzia che una percentuale del pescato vada alle comunità locali.
Con il dialogo continuo e la presenza sul mercato, le aziende norvegesi di mangimi per pesci possono continuare ad alzare il livello per pratiche migliori, come dimostrato in precedenza con l’approvvigionamento di soia senza deforestazione dal Brasile.












