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Home Sostenibilità

JRU, un organismo per la tutela del Mediterraneo

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
12 Febbraio 2016
in Sostenibilità

Come si apprende dal sito INGV, mercoledì 20 gennaio presso la sede romana dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), si riuniranno Presidenti e Direttori di alcuni tra i maggiori Enti di ricerca italiani per sancire la costituzione della Joint Research Unit EMSO Italia (JRU), un organismo di coordinamento a livello nazionale di laboratori, strumentazione e apparecchiature sofisticate, volte al monitoraggio e allo studio dell’ambiente marino. Attraverso la JRU l’Italia rafforza la sua leadership all’interno di un programma di ricerca di lunghissimo termine che ha nell’infrastruttura europea di ricerca EMSO (European Multidisciplinary Seafloor and water-column Observatory), il suo fulcro.
La Joint Research Unit EMSO Italia é un’alleanza tra enti di ricerca con lo scopo di monitorare lo stato di salute del Mediterraneo centrale. Con questa alleanza si uniranno le forze e le risorse di ciascun ente per rilevare dati relativi anche ai rischi naturali e all’effetto dei cambiamenti climatici sulla biodiversità.
Gli Enti che partecipano a questa iniziativa sono: INGV, Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) – Istituto per l’Ambiente Marino Costiero (IAMC) e Istituto di Scienze Marine (ISMAR), Stazione Zoologica ‘Anton Dohrn’ (SZN), Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare (CoNISMa), Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (INOGS), e l’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (ENEA).
La costituzione della JRU coincide con la fase conclusiva di un importante investimento del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), con il contributo dei fondi strutturali europei, rappresentato dal progetto denominato EMSO-MedIT che ha avuto proprio lo scopo di aggiornare e ampliare infrastrutture di ricerca già operative in Campania, Puglia e Sicilia. Queste infrastrutture permettono di monitorare l’attività sismica e vulcanica a fondo mare, la dinamica e lo stato di salute del mare e degli organismi che lo abitano e gli scambi con l’atmosfera, permettono di seguire i cambiamenti indotti sulla biodiversità dalle variazioni climatiche e dall’attività umana, di effettuare test in laboratorio e di sostenere lo sviluppo di tecnologie per applicazioni in ambiente marino. Fanno parte di questa rete sistemi fissi per il monitoraggio nel Golfo di Napoli e di Pozzuoli e a largo delle coste della Sicilia orientale e meridionale, mentre una dotazione di moduli di monitoraggio riposizionabili sono stati realizzati per poter intervenire di volta in volta in siti diversi a seguito dell’occorrenza di eventi naturali che costituiscano un rischio per l’ambiente e per la popolazione. La JRU costituisce impegno senza precedenti dei maggiori attori italiani nella ricerca marina e sarà l’organismo che permetterà all’Italia di mantenere una posizione di primo piano nella partecipazione all’infrastruttura di ricerca europea EMSO, con strumenti e competenze all’avanguardia in grado di attrarre giovani ricercatori e di fornire servizi a industrie, Piccole e Medie Imprese (PMI) e istituzioni. Interverranno tra gli altri: i Presidenti degli Enti di ricerca, Stefano Gresta dell’INGV, Bernardo De Bernardinis dell’ISPRA, Roberto Danovaro della SZN, Maria Cristina Pedicchio dell’INOGS; il Presidente del CoNISMa, Angelo Tursi; il Direttore del Dipartimento Scienze del sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente del CNR, Enrico Brugnoli; il Rettore dell’Università Milano Bicocca e Rappresentante Nazionale nel Comitato Horizon 2020 per European research infrastructures (including e-Infrastructures), Cristina Messa.
EMSO è un’infrastruttura di ricerca europea su scala continentale nel campo delle scienze ambientali. E’ composta da osservatori in oceano aperto il cui obiettivo è quello di fornire flussi di dati al fine di affrontare le complessità dei cambiamenti climatici, la difesa dell’ecosistema marino e la mitigazione dei rischi naturali. I dieci paesi che partecipano al consorzio che gestisce questa infrastruttura (Italia, coordinamento, Spagna, Francia, Romania, Grecia, Regno Unito, Irlanda, Portogallo, Germania, Olanda) intendono così promuovere attivamente la ricerca scientifica europea in ambiente marino, sotto l’egida della Commissione Europea. EMSO ha al suo attivo 11 osservatori marini e 4 siti per test in acque basse per il monitoraggio a lungo termine, anche in tempo reale, di processi ambientali che riguardano la geosfera, la biosfera e l’idrosfera e le loro interazioni. I siti sono posizionati in acque europee dall’Artico all’Atlantico al Mediterraneo fino al Mar Nero, formando così una infrastruttura europea su vasta scala al servizio della comunità scientifica internazionale

Tags: Cristina MessaEMSOMedITEnrico BrugnoliJRU
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Mariella Ballatore

Direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete Mariella Ballatore è direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete. Segue da anni l'evoluzione della filiera ittica, con attenzione a pesca, acquacoltura, mercati, sostenibilità, normativa, trasformazione e distribuzione. Il suo lavoro unisce informazione specializzata, comunicazione di settore e conoscenza diretta degli operatori della blue economy.

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