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Home Sostenibilità

La contraffazione dei prodotti ittici ne minaccia la sostenibilità

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
16 Marzo 2016
in Sostenibilità

Un recente studio evidenzia che quasi un terzo di prodotti ittici venduti nei ristoranti e nelle pescherie dal 2015 è stato etichettato in modo errato. I più frequenti errori di etichettatura riguardano le varietà di pesce economico venduto come pregiato, i ricercatori mettono in guardia sul fatto che ciò potrebbe minacciare la sostenibilità della pesca.
L’analisi di cinquantuno studi condotti tra il 2010 e il 2015 in tutto il mondo, ha permesso di considerare i test del DNA di 4.500 campioni di pesci, ciò ha dimostrato che il 30 per cento era stato erroneamente identificato.
Dai risultati delle ricerche è emerso che è molto più frequente che la contraffazione avvenga nei ristoranti e nei take away rispetto a supermercati e negozi. Tuttavia è stato anche evidenziato che nell’ultimo anno, il totale dei prodotti ittici etichettati in modo errato è sceso al 27 per cento. Il team di ricerca spagnolo con un articolo pubblicato sulla rivista Food Control, ha lanciato un chiaro messaggio: “Il consumo di pesce in tutto il mondo provoca un grande impatto sugli oceani, pertanto l’identificazione erronea delle catture di pesce porta a stime imprecise circa lo sfruttamento, contribuendo, in tal modo, all’esaurimento delle scorte e, infine, alla perdita di diversità genetica”. “La corretta etichettatura dei prodotti ittici aiuterebbe invece il controllo della commercializzazione di specie ittiche in pericolo o vulnerabili”.
Lo studio ha altresì evidenziato che dai test del DNA sui prodotti ittici venduti con la certificazione Marine Stewardship Council (MSC) che ne attesta la sostenibilità, è emerso che il 99,6 per cento era stato correttamente etichettato. I ricercatori hanno testato 257 campioni provenienti da sedici paesi e hanno scoperto che solo uno era stato etichettato in modo errato.
Toby Middleton, della MSC, ha dichiarato: “I clamorosi casi di frodi alimentari, hanno lasciato gli acquirenti diffidenti circa quanto riportato sulle confezioni degli alimenti”. “ Il pesce è particolarmente vulnerabile alle frodi alimentari, poiché può essere difficile capire la differenza tra specie di simile aspetto”. “ Il test del DNA ha confermato che oltre il 99 per cento dei prodotti certificati MSC sono correttamente etichettati, gli acquirenti possono acquistarli con fiducia, sapendo che sono riconducibili a una fonte sostenibile, ed esattamente corrispondenti a quanto riportato sulla confezione”.

Tags: sostenibilità
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Mariella Ballatore

Co-founder e Direttrice di redazione. Pubblicista dal 2006 racconta il mondo da oltre un trentennio attraverso giornali, televisione e radio. Come conoscitrice del settore pesca e acquacoltura è stata più volte invitata a moderare e relazionare in convegni organizzati tra gli altri dalla Conferenza Episcopale Italiana – Ufficio nazionale dell’Apostolato del Mare, AquaFarm, Blue Sea Land.

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