• HOME
  • CHI SIAMO
  • CONTATTI
  • PARTNER
  • PUBBLICITÀ
  • NEWSLETTER
  • ARCHIVIO
    • Bandi e Opportunità
    • Speciali
    • Rubriche
    • Nutrizione e salute
    • Interviste
    • Video
giovedì 17 Settembre, 2026
Pesceinrete
  • Pesca
  • Nutrizione e salute
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
  • Pesca
  • Nutrizione e salute
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

Home Sostenibilità

La Nuova Zelanda vieta le trivellazioni offshore, Greenpeace: “Italia segua esempio”

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
13 Aprile 2018
in Sostenibilità

Il governo della Nuova Zelanda ha deciso oggi di vietare ogni nuova attività di prospezione offshore per gli idrocarburi. Secondo Greenpeace, si tratta di una vittoria storica per la protezione dei mari e del clima che arriva dopo sette anni di crescente opposizione dell’opinione pubblica. Dopo Belize, Costa Rica e Francia, la Nuova Zelanda è il quarto Paese a muoversi in tal senso.

Vietando le prospezioni per gas e petrolio, la coalizione di governo da poco eletta in Nuova Zelanda ha messo efficacemente al riparo dai rischi di nuove esplorazioni quella che è per estensione la quarta Zona Economica Esclusiva (ZEE) del Pianeta, con una superficie di oltre quattro milioni di chilometri quadrati di mare.

Negli scorsi anni, alcune delle maggiori compagnie petrolifere mondiali – come Shell, Chevron, Petrobras, Statoil – hanno richiesto permessi di ricerca per idrocarburi nell’offshore neozelandese.

Anche se benvenute dal governo precedente, le compagnie petrolifere negli anni hanno incontrato una forte resistenza da parte dei cittadini, delle comunità indigene e delle associazioni ambientaliste come Greenpeace. Negli ultimi sette anni, centinaia di migliaia di persone hanno marciato, inviato petizioni e partecipato ad azioni di protesta per fermare le esplorazioni petrolifere. Che le cose stessero per cambiare lo si è capito quando, il mese scorso, la nuova Premier Jacinda Ardern ha accettato di ricevere personalmente la consegna delle 50 mila firme raccolte da Greenpeace contro le trivelle in Nuova Zelanda. Resta da vedere se i cittadini permetteranno alle compagnie di sfruttare le concessioni già assegnate: il bando riguarda infatti solo lo stop a nuove concessioni.

«La Nuova Zelanda ha preso una decisione storica per la tutela del clima, spronata da quelle decine di migliaia di persone che per anni si sono battute per proteggere le nostre coste da nuove esplorazioni alla ricerca di petrolio e gas», dichiara Russel Norman, Direttore Esecutivo di Greenpeace Nuova Zelanda. «È un messaggio forte e chiaro: stiamo per metter fine all’età del petrolio», conclude.

Al contrario, in Italia sembra si prospetti un nuovo assalto alle coste e ai mari. Migliaia di chilometri quadrati del nostro territorio marittimo, soprattutto in Adriatico, sono oggetto di concessione per prospezioni con airgun (che generano onde sismiche tramite esplosioni allo scopo di mappare il fondale marino). In alcune aree sono previsti fino a tre passaggi. Sono aree in cui è nota la presenza – o la prossimità – di aree ad elevata biodiversità, ovvero di notevole importanza per la riproduzione di specie ittiche di grande importanza commerciale.

«In Italia, come in Nuova Zelanda, mettere a rischio le risorse del mare, già minacciate da inquinamento e pesca distruttiva, per aumentare la dipendenza dagli idrocarburi, è una follia», afferma Alessandro Giannì, Direttore delle Campagne di Greenpeace Italia. «In Nuova Zelanda se ne sono accorti. In Italia, il governo ha invece predisposto una Strategia Energetica Nazionale vaghissima sulle rinnovabili, ma concretamente indirizzata alla promozione del gas», conclude.

Per Greenpeace, la coraggiosa decisione del governo della Nuova Zelanda mostra che ci sono altre vie per affrontare una rapida transizione verso la decarbonizzazione delle nostre società: una transizione equa, giusta, che produca occupazione e sviluppo. I numerosi scenari pubblicati da Greenpeace e molte altre associazioni e istituzioni dicono chiaramente che restare vincolati alle economie “fossili” è un freno allo sviluppo e all’occupazione, oltre che un terribile errore che espone tutti a pericoli gravissimi, ormai sempre più evidenti.

Tags: MareMare Adriatico
CondividiTweetCondividiPinInviaCondividiInvia
Articolo precedente

Scognamiglio. Il futuro alla pesca passa dalla selettività degli attrezzi e non dalla riduzione delle imprese

Prossimo articolo

Lorito. Krill e microplastica. Una “coppia” con alti e bassi

Mariella Ballatore

Mariella Ballatore

Direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete Mariella Ballatore è direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete. Segue da anni l'evoluzione della filiera ittica, con attenzione a pesca, acquacoltura, mercati, sostenibilità, normativa, trasformazione e distribuzione. Il suo lavoro unisce informazione specializzata, comunicazione di settore e conoscenza diretta degli operatori della blue economy.

Articoli Correlati

Kadis e la pesca italiana

Kadis e la pesca italiana, il valore dell’ascolto si misura nelle decisioni

by Mariella Ballatore
14 Settembre 2026

La visita di Costas Kadis in Sicilia porta il Commissario europeo dentro alcuni dei nodi più complessi della pesca mediterranea....

consumi seafood sostenibilità

Seafood, i consumi ripartono e la sostenibilità pesa di più nelle scelte

by Tiziana Indorato
10 Settembre 2026

Il consumo di pesce torna a crescere: nella nuova ricerca firmata da Aquaculture Stewardship Council, condotta su 14.795 consumatori in...

EU-Mauritania fishing agreement and crustacean fleet

Obiettivo 30×30, gli oceani sono ancora al 10% mentre si avvicina il 2030

by Candida Ciravolo
9 Settembre 2026

Sul fronte oceanico il traguardo 30×30 è ancora lontano. A settembre 2026 le aree marine protette coprono il 9,81% dell’oceano...

pesca illegale controlli nei porti

Pesca illegale, oltre 22mila ispezioni l’anno nei porti contro il pescato irregolare

by Tiziana Indorato
8 Settembre 2026

Il Port State Measures Agreement (PSMA) è il primo accordo internazionale vincolante dedicato specificamente al contrasto della pesca illegale, non...

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.







Articoli più letti

  • 10 pesci costosi e prelibati
  • Le specie di sarago del Mediterraneo
  • Pesci con più e meno mercurio
  • Molva, una ricchezza del Mare del Nord
  • Molluschi bivalvi: descrizione e caratteristiche
  • Congelare il tonno in scatola
  • Gattuccio e palombo, gli squali buoni da mangiare
  • Triglia: caratteristiche e proprietà nutrizionali
  • Mangiare il tonno crudo: vantaggi e pericoli
  • Sgombro e lanzardo, pesce azzurro per il cuore
Pesceinrete

Pesceinrete è la testata giornalistica unica in Italia ad occuparsi di pesca commerciale ed acquacoltura. In quanto canale tematico e dai contenuti specializzati, si rivolge direttamente agli operatori della filiera con una comunicazione targettizzata che risponde alle esigenze del settore.

Segui le nostre pagine social

Stock images by Depositphotos

Newsletter

Categorie

  • News Ittico
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Associazioni di categoria
  • Sindacati
  • ONG
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi e Fiere
  • Overseas
  • Nutrizione e salute
  • Approfondimenti
  • Chi siamo
  • Policy editoriali
  • Partner
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Newsletter
  • Mappa del sito

© 2026 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete - Il quotidiano del settore ittico | Credits

Pesceinrete
Gestisci Consenso

Usiamo cookie tecnici per far funzionare il sito, e cookie statistici (anche di terze parti) per capire come viene usato e migliorarlo. Puoi accettare tutto, rifiutare tutto o scegliere quali attivare — restando comunque libero di navigare senza restrizioni.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Personalizza
  • {title}
  • {title}
  • {title}
  • Home
  • Nutrizione e salute
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Approfondimenti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Overseas English NEW
  • Archivio
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Partner
  • Pubblicità
  • Newsletter
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

© 2026 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete - Il quotidiano del settore ittico | Credits