La Politica Comune della Pesca sotto la lente – La Commissione Europea ha lanciato una consultazione pubblica per raccogliere feedback e valutare l’efficacia della Politica Comune della Pesca (PCP), il pilastro normativo che dal 2013 regola la gestione sostenibile delle risorse ittiche nell’Unione Europea. L’iniziativa, aperta fino al 21 aprile 2025, rappresenta un passo cruciale per analizzare l’impatto della PCP negli ultimi dieci anni (2014-2024) e per delineare il futuro della politica ittica europea.
Una valutazione a 360 gradi
La consultazione si inserisce in un processo più ampio di valutazione del regolamento PCP, avviato con l’invito a presentare contributi lo scorso 20 giugno, che ha già raccolto 87 risposte da parte di stakeholder chiave: pescatori, scienziati, ONG, autorità nazionali e cittadini. L’obiettivo è analizzare l’efficacia della PCP nel raggiungimento dei suoi obiettivi primari: la conservazione delle risorse biologiche marine, la gestione sostenibile delle attività di pesca e il supporto alle comunità costiere.
La valutazione esaminerà anche l’impatto economico e sociale della PCP, considerando gli effetti sulla filiera ittica, sui consumatori e sulle autorità pubbliche degli Stati membri. Un focus particolare sarà dedicato alle sfide emerse nel decennio 2014-2024, tra cui la sovrappesca, i cambiamenti climatici e la necessità di bilanciare gli interessi economici con la tutela degli ecosistemi marini.
Le basi della PCP e le riforme del 2013
La PCP, istituita nel 1983 e riformata nel 2013, rappresenta il quadro normativo attraverso cui l’UE gestisce la pesca e gli stock ittici in modo sostenibile. Tra le misure introdotte nella riforma del 2013 figurano:
- La gestione degli stock ittici a livelli sostenibili, con l’obiettivo di raggiungere il Rendimento Massimo Sostenibile (RMS) entro il 2020.
- L’introduzione dell’obbligo di sbarco di tutte le catture, per ridurre gli scarti in mare.
- Piani pluriennali di gestione della pesca, basati su dati scientifici e adattati alle specificità dei bacini marini.
- Misure per garantire un equilibrio tra le dimensioni delle flotte pescherecce e le possibilità di pesca disponibili.
Nonostante i progressi, la PCP ha dovuto affrontare critiche e sfide, tra cui la lentezza nell’implementazione di alcune misure e la necessità di un maggiore coinvolgimento delle parti interessate nel processo decisionale.
Prossimi passi e implicazioni per il settore ittico
I risultati della consultazione pubblica, uniti ad analisi e studi complementari, contribuiranno a redigere una relazione di sintesi che sarà pubblicata nel 2025. Questo documento fornirà una base per eventuali riforme future della PCP, tenendo conto delle esigenze emergenti e delle pressioni ambientali, come l’aumento delle temperature marine e la perdita di biodiversità.
La valutazione è strettamente collegata ad altre iniziative dell’UE, tra cui il Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura (FEAMPA), che sostiene progetti per una pesca sostenibile e lo sviluppo delle comunità costiere. Inoltre, il pacchetto sulla pesca e gli oceani adottato dalla Commissione nel febbraio 2023 ha già avviato un dialogo sulle principali sfide per il settore, tra cui la transizione verso pratiche più ecologiche e la digitalizzazione della filiera ittica.
Qui per partecipare alla consultazione pubblica.
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