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Home Sostenibilità

“Labelling seafood; What a challenge!” disponibile la nuova guida all’etichettatura

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
21 Marzo 2016
in Sostenibilità

Il nuovo rapporto “Labelling seafood; What a challenge!“, prodotto da Pascale Baelde, famosa scienziata e Marie Christine Monfort, specialista di ricerche di mercato, è stato redatto per facilitare il processo decisionale quando si tratta di etichette nel settore B2C e B2B.

“Abbiamo creato qualcosa di unico che aiuta le persone a porre le domande giuste sull’utilità delle etichette applicate sui prodotti ittici europei”, ha detto la Monfort. “Abbiamo ritenuto necessaria la redazione di questo rapporto, quando ci siamo resi conto che i nostri clienti erano confusi dall’abbondanza di etichette.”

L’obiettivo del rapporto non è quello di confrontare il valore e delle diverse etichette, ma di fornire informazioni agli operatori della pesca e dell’acquacoltura per aiutarli a valutare la pertinenza e l’utilità delle etichette per il loro business, ha detto la Monfort.

La numerosità di queste etichette rappresenta una sfida importante per i fornitori di pesce. In Francia, per esempio, un prodotto ittico può avere un marchio di qualità come Label Rouge o Saveur de l’Année, oltre ad etichette di denominazione di origine, come DOP, IGP, STG, marchi regionali o nazionali, certificazioni di pratiche sostenibili come MSC, ASC, Friend of the Sea o Sustainable Seafood Coalition. Le etichette possono contenere informazioni sul contenuto organico, il trattamento degli animali, il commercio equo e solidale. Tutte queste informazioni sono aggiuntive a quelle richieste dall’Unione Europea, mirate ad identificare il tipo di attrezzi da pesca utilizzati e la zona di pesca o di raccolta.

“Questo non è affatto un elenco esaustivo, ma ciò che tutte queste etichette hanno in comune è la necessità di essere notate dai consumatori”, ha detto la Monfort.

“Diversi studi sulle aspettative dei consumatori hanno mostrato una discrepanza tra gli attributi ricercati nei prodotti e le caratteristiche effettive dei prodotti che acquistano”, continua la Monfort. “I consumatori francesi per esempio, dichiarano una certa riluttanza a mangiare pesci d’allevamento, ma sono i primi acquirenti di salmone e di gamberi d’allevamento. E quando si tratta di cura per l’ambiente, la loro preoccupazione non si traduce necessariamente in acquisto di specie con un marchio di qualità ecologica o di quelli raccomandati dalla ONG ambientali. “

Tuttavia, dato che i consumatori in Europa oggi spendono circa 40 minuti a settimana in un supermercato rispetto ai 90 minuti 20 anni fa, sono alla ricerca di informazioni veloci in grado di aiutarli a fare la scelta d’acquisto giusta. Un’ etichetta riconoscibile o un logo con i valori ad essa collegati, è un segnale visivo che permette la scelta rapida di un prodotto.

“Per i consumatori, il ‘valore’ di un prodotto è costituito da una serie di attributi intrinseci quali gusto, qualità, benefici nutrizionali e prezzo, nonché caratteristiche legate ai valori più ampi come il rispetto per l’ambiente marino, sociale e questioni umanitarie, tra cui i diritti del lavoro, e la preferenza di un prodotto locale. Le decisioni di acquisto saranno effettuate utilizzando una combinazione di questi elementi “ha detto. “

Il report esamina poi i vantaggi e le limitazioni delle diverse etichette e certificazioni, al fattore tempo necessario nel raggiungimento delle stesse, e le complessità inerenti. Si valuta anche il livello di comunicazione e di supporto marketing dato ai produttori e ai trasformatori dalle diverse etichette, in quanto è una considerazione importante quando si tratta di riconoscimento dei consumatori.

“Le domande sui benefici economici che si possono ottenere dall’ etichettatura sono sempre presenti nella mente dei produttori, ma purtroppo, un certo numero di studi hanno dimostrato che è impossibile rispondere a queste con certezza, come i risultati economici, che variano da una situazione all’altra”, ha detto . “Tuttavia, è possibile prevedere costi e potenziali guadagni al fine di ridurre al minimo i margini di errore, e si consiglia sempre una completa analisi costi-benefici prima di intraprendere qualsiasi nuovo progetto di certificazione.”

I produttori sono quindi invitati a valutare i loro mercati di riferimento, canali di distribuzione dei loro prodotti, in particolare in relazione alle loro caratteristiche.

“L’obiettivo finale è quello di aumentare la quota di mercato dei prodotti, e le certificazioni o le etichettature giocano un ruolo importante” ha continuato la Monfort. “Spero che la nostra nuova guida aiuterà a rendere il percorso verso il successo molto più agevole.”

La relazione è disponibile presso www.marketing-seafood.com, al prezzo di 498 euro.

 

Tags: Labelling seafood; What a challenge!Pascale Baelde
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Mariella Ballatore

Mariella Ballatore

Co-founder e Direttrice di redazione. Pubblicista dal 2006 racconta il mondo da oltre un trentennio attraverso giornali, televisione e radio. Come conoscitrice del settore pesca e acquacoltura è stata più volte invitata a moderare e relazionare in convegni organizzati tra gli altri dalla Conferenza Episcopale Italiana – Ufficio nazionale dell’Apostolato del Mare, AquaFarm, Blue Sea Land.

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