“Alla fine ha prevalso la ragionevolezza, ma siamo ancora in un mare in tempesta” commentano dal Coordinamento pesca dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, terminata la votazione in Commissione pesca del Parlamento europeo sul “dossier Wes Med”, una proposta di regolamento che istituisce un piano pluriennale per le attività di pesca che sfruttano gli stock demersali nel Mediterraneo occidentale.
“Pur contestando l’approccio proposto dalla CE, orientato essenzialmente alla riduzione dell’attività in mare, apprezziamo che in Commissione pesca non siano passate le proposte più penalizzanti in materia di zone di chiusura e quote. Rimangono comunque ancora aperte le problematiche riguardanti i tassi di riduzione annua dell’attività in mare, la limitazione delle ore giornaliere settimanali, la definizione di ‘giornata di pesca’. Nelle ultime ore – ribadisce il Coordinamento pesca dell’Alleanza – abbiamo assistito a forti pressioni da parte di movimenti che ancora si ostinano a non capire che a fronte di una doverosa tutela degli stock ittici è necessaria una altrettanto doverosa tutela degli equilibri socio-economici. Siamo contenti che in Europa ci sia ancora qualcuno che pensa alle imprese ittiche ed ai pescatori”.
La relatrice Clara Aguilera Garcia ha ottenuto il mandato per negoziare il dossier in Trilogo. Ora quindi la palla passa anche al Consiglio dei ministri UE.
“I pescatori mediterranei hanno più volte manifestato in maniera unanime le loro istanze ai rispettivi Governi. Ci aspettiamo un segnale di attenzione che siamo sicuri non mancherà”.











