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Home Sostenibilità

Nel 2100 il pH dei mari sarà acido. A Ischia è già realtà, parola di ricercatori di Trieste e Napoli

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
30 Novembre 2015
in Sostenibilità

Quello che accadrà negli oceani tra cento anni, studiare come saranno profondamente mutati dal processo di acidificazione marina che avanza “ad una velocità sostenuta”, si può osservare dal vivo già oggi nel mare di Ischia, “un laboratorio naturale” a ridosso del Castello Aragonese. È un contesto unico, complice l’area vulcanica, che fa convergere sull’Isola studiosi di tutto il mondo. L’ultimo ‘summit’, conclusosi nei giorni scorsi, è invece il primo di solo esperti italiani nell’ambito del progetto premiale dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale di Trieste con la Stazione Zoologica di Napoli Anton Dohrn, coordinato da Paola Del Negro e Cosimo Solidoro, per “ricapitolare quanto noto sino ad oggi e predisporre il piano di ricerche per i primi sei mesi del prossimo anno”, spiega Valerio Zupo, ricercatore della Stazione Zoologica. L’unicità del mare di Ischia è in una “area acidificata a causa di bollicine di anidride carbonica che si dipartono dal fondo, dovute all’attività vulcanica”: creano “una variazione continua del pH, da ‘normale’ (circa 8,2) a ‘molto acido’ (inferiore a 6). Le previsioni degli scienziati tendono a dimostrare che nell’anno 2100 i nostri mari avranno un pH intorno a 7,7 ed è per questo che le ricerche si concentrano in una particolare zona, prossima al Castello Aragonese di Ischia Ponte, dove questo valore è costante”. Qui “gli scienziati hanno a disposizione un laboratorio naturale per comprendere come saranno fatti gli oceani del prossimo secolo: vengono da ogni parte del mondo per studiare gli oceani del 2100”. E’ dalla rivoluzione industriale del XVIII secolo che gli oceani assorbono CO2: danno così una mano all’ambiente sul fronte dell’effetto serra ma ne pagano un prezzo, una acidificazione che “espone gli organismi marini a condizioni quasi mai sperimentate nel corso della loro storia evolutiva”. E con un impatto (che potrà incidere dalla pesca alla protezione delle coste, dalla regolazione del clima alla perdita di biodiversità) “non necessariamente favorevole” alle attività sul mare dell’uomo. L’acidificazione potrà avere effetto sullo scheletro calcareo di coralli, molluschi, crostacei, ed avere chissà quali e quante altre conseguenze: per esempio, il pesciolino ‘Nemo’ di Disney (il Pesce Pagliaccio diffuso nell’Oceano Indiano e Pacifico) evita i predatori percependone l’odore ma “quando il pH dell’acqua scende, improvvisamente l’odore del predatore diventa attraente ed i giovani nuotano verso le sue fauci”, spiega ancora Zupo, che ha organizzato con Maria Cristina Buia l’ultimo vertice di esperti: lavorano nella sede distaccata dell’Anton Dohrn ad Ischia, nella villa a picco sul mare a punta San Pietro che a fine ottocento fu fatta costruire dallo stesso Dohrn (uno dei massimi darwinisti tedeschi, fondatore e primo direttore dell’Istituto partenopeo) in un luogo strategico per gli studi in ecologia bentonica.

Fonte ANSA

Tags: Ischia
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Mariella Ballatore

Direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete Mariella Ballatore è direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete. Segue da anni l'evoluzione della filiera ittica, con attenzione a pesca, acquacoltura, mercati, sostenibilità, normativa, trasformazione e distribuzione. Il suo lavoro unisce informazione specializzata, comunicazione di settore e conoscenza diretta degli operatori della blue economy.

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