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Pesca. Affronte: “I provvedimenti non calano dall’alto, dobbiamo collaborare di più”

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
19 Febbraio 2018
in Pesca

L’Eurodeputato riminese dei Greens Marco Affronte ha organizzato un incontro fra un tecnico della Commissione Europea che sta lavorando al Multi-Annual Plan sul Mare Adriatico, Giacomo Chato Osio, e i pescatori e gli operatori del mare interessati al Pesce Azzurro. L’incontro s’è svolto la scorsa settimana a Rimini, presso la Cooperativa Lavoratori del Mare.

Marco Affronte: “La storia di questo file sulla gestione dei Piccoli Pelagici nel Mare Adriatico è lunga, la proposta della Commissione Europea è arrivata nel marzo 2017. Dunque, c’è stato e c’è tempo per parlarne, per suggerire cambiamenti, per fare sentire le esigenze. Non dobbiamo e non possiamo pensare che il governo europeo ‘cali dall’alto’ nuovi provvedimenti. C’è un processo decisionale complesso e articolato che, però, lascia spazio a nuove proposte e all’ascolto di tutte le esigenze. Lo dimostra la presenza qui di un esponente della Commissione. Io continuo ad ascoltare tutti e a dialogare perché credo che il nostro impegno debba essere massimo su questo report, in quanto c’è in gioco il futuro dell’Adriatico. Noi siamo qui per questo: vogliamo favorire il dialogo e trovare la migliore soluzione per la protezione del nostro mare e della nostra pesca. Ma c’è bisogno di essere tutti dalla stessa parte.”

Giacomo Chato Osio (CE DG Mare D1): “Sono contento di poter smentire la non meritata reputazione della Commissione Europea, di un organo distante che non dialoga con i cittadini, che in questo caso sono principalmente i pescatori. Siamo invece qui proprio per avere da voi un ritorno rispetto alle proposte di gestione dell’Adriatico.  So che spesso i dati sono criticati. Basarsi su dati affidabili e precisi è fondamentale per poter poi intraprendere politiche utili e sensate. Come componiamo di nostri dati? Usiamo sia parametri commerciali (catture totali, composizione e lunghezza delle catture totali, parametri biologici e rigetti) e dati scientifici quali l’acoustic-survey, dati acustici. Dall’elaborazione si calcolano quindi le tendenze di crescita o diminuzione dello stock, il limite di catture, eccetera. Ribadisco che sia lo STECF che il CNR di Ancona concordano sui numeri. Che non sono buoni. La situazione per le acciughe è molto allarmante, mentre per le sardine è difficile ma non disperata. L’ultimo stock assessment presentato a fine 2017 è leggermente più ottimista, ma siamo sempre al limite del collasso degli stock. Che è ciò che tutti vogliamo evitare. Abbiamo chiesto allo STECF di simulare, con delle proiezioni, i possibili scenari nei prossimi anni con la proposta della Deputata Tomasic, oppure con proposte di riduzione del 10 o del 20%. Gli scenari ci dicono che il dossier, così come modificato dalla relatrice croata, non proteggerebbe gli stock: i rischi di collasso sarebbero compresi fra il 50% e il 90%! Con misure più severe, invece, il rischio si abbassa notevolmente in pochi anni sin quasi ad azzerarsi. I casi di stock collassato, purtroppo, sono tanti: dal Golfo del Leone al sud della Francia al Golfo di Biscaglia, al nord fra Spagna e Francia. Proprio dall’esempio di Biscaglia può venire anche un’idea per l’Adriatico. Un sistema di catture consentite flessibili che tutela una certa biomassa, che protegge i riproduttori e consente di pescare l’anno successivo tutto quanto in eccesso. E’ un metodo dinamico, che ha bisogno di una raccolta dati molto, molto veloce, ma che consente di approfittare anche delle annate buone, pur proteggendo la sostenibilità. E’ la così detta “escapement strategy”, alternativa a tutte quelle basate sulla biomassa. E’ in corso una riflessione all’interno della Commissione Europea e c’è disponibilità all’ascolto. La prossima settimana decideremo il da farsi.”

Marco Affronte: “Dall’incontro di oggi ho potuto constatare che la quasi totalità dei pescatori è assolutamente conscio del fatto che la situazione sia piuttosto grave. Eppure ho notato un atteggiamento passivo, quasi rinunciatario. Non sono riuscito ad ottenere proposte alternative di gestione. Un settore diviso fra chi lavora per la grande industria, e vuole continuare a lavorare così, e chi invece è un pescatore artigianale, e teme che ogni cambiamento possa ulteriormente peggiorare le cose crea immobilismo. I giovani però sono pronti anche alle quote, perché capiscono che la gestione delle risorse è fondamentale per garantirsi un futuro. C’è inoltre la sensazione diffusa che ci sia, da parte dell’Europa, accanimento sui pescatori. Non è così, si cerca di agire anche sugli altri fattori che compromettono il mare – come l’inquinamento – ma sono tutti processi lenti e difficili. Entro il 23 febbraio bisogna consegnare gli emendamenti al MAP, per cui la settimana prossima sarà decisiva. Rinnovo l’invito a tutti quelli che sono preoccupati dalla situazione a chiedere un intervento ai colleghi Eurodeputati che sono relatori-ombra del rapporto: Gardini, Caputo e D’Amato.”

Tags: Pesce azzurro
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Mariella Ballatore

Mariella Ballatore

Direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete Mariella Ballatore è direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete. Segue da anni l'evoluzione della filiera ittica, con attenzione a pesca, acquacoltura, mercati, sostenibilità, normativa, trasformazione e distribuzione. Il suo lavoro unisce informazione specializzata, comunicazione di settore e conoscenza diretta degli operatori della blue economy.

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