“Ci sono volute settimane di pressioni a Roma come a Bruxelles, ma alla fine il peggio è stato scampato: la riduzione delle giornate per la pesca di specie demersali nel 2021 sarà del 3%, un taglio decisamente inferiore a quello proposto inizialmente dalla Commissione europea. Il governo italiano, come al solito, si è mosso in ritardo, e solo dopo la battaglia condotta dalla Lega e la civile e forte protesta delle marinerie italiane. Se fosse rimasta in piedi la proposta di riduzione dello sforzo paventata da Bruxelles soprattutto per il Mediterraneo occidentale, ci saremmo trovati di fronte alla morte certa di molte nostre imprese. Il compromesso trovato alla fine in Consiglio Ue, dunque, è di sicuro un primo passo. Ma resta comunque il fatto che dinanzi a una crisi come quella che stiamo vivendo e che ha colpito il nostro comparto ittico, l’Ue avrebbe potuto e dovuto sospendere qualsiasi riduzione dello sforzo, almeno per il 2021”.
Lo dicono in una nota congiunta la delegazione della Lega al Parlamento europeo, la capogruppo di Identità e democrazia al Parlamento europeo Rosanna Conte e Lorenzo Viviani, capo dipartimento Pesca della Lega.












