L‘acquacoltura globale è un’industria in piena espansione. Il consumo medio pro capite di prodotti ittici è raddoppiato dagli anni ’60 e dal 2014 l’acquacoltura ha fornito più produzione ittica globale rispetto alla pesca. Il tasso di crescita annuale del consumo di pesce supera quello della carne di tutti gli animali terrestri messi insieme.
Poiché entro ill 2050 è prevista una crescita esponenziale della popolazione mondiale, l’aumento della produzione di prodotti ittici di allevamento è sempre più considerato come una gran parte della soluzione. Ciò anche in considerazione delle abitudini asiatiche, si sta passando da diete a base vegetale a diete proteiche. La produzione di acquacoltura cinese è triplicata in due decenni e la crescita è destinata a continuare. Il governo cinese sta incoraggiando il consolidamento di questa industria storicamente molto frammentata per aumentare l’accesso al mercato, passando da una produzione estesa su piccola scala a una maggiore adozione di sistemi intensivi con densità di stoccaggio elevate.
Un recente report pubblicato su iniziativa Farm Animal Investment Risk and Return (FAIRR) sottolinea una serie di rischi ESG che l’acquacoltura deve superare per essere considerata un soluzione sostenibile per soddisfare la crescente domanda globale di proteine.
Tra i dieci problemi segnalati l’emissione di gas serra, la distruzione dell’habitat e la perdita di biodiversità ma anche l’uso di antibiotici e il benessere degli animali. Qui il report












