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Home Pesca

Shellcatch: la rivoluzione della tracciabilità

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
27 Settembre 2015
in Pesca

Un sistema di tracciamento per il pesce ideato da una startup di San Francisco sta aiutando i pescatori cileni a guadagnare di più. 
Per decenni, José Barrios ha vissuto pescando platesse e abaloni nelle acque gelide a largo della costa centrale del Cile utilizzando nient’altro che reti, un gancio di ferro, e la sua robusta schiena. Oggi, il pescatore cinquantaseienne grazie a reti satellitari monitora il mercato per guadagnare il miglior prezzo possibile dalla sua cattura.

Barrios è uno dei circa 250 pescatori cileni che hanno aderito a Shellcatch, una startup di San Francisco che cerca di trarre profitto dalla crescente domanda di pesce sostenibile. L’azienda spera che la sua tecnologia sia in grado di combattere la pesca eccessiva e le frodi che minacciano il commercio internazionale di pesce. La Pew Charitable Trusts stima che un pesce su cinque è catturato illegalmente, il che esaurisce le scorte di alcune specie portandole a livelli che mettono in pericolo la loro sopravvivenza. Che si tratti di evitare multe per pesca senza permessi, andare oltre la loro quota o semplicemente per aumentare i profitti, i pescatori spesso cercano di far passare un tipo di pesce come un altro.

Oceana, organizzazione no-profit degli Stati Uniti, nel 2013 ha condotto il test del DNA su 1.200 campioni di pesce e ha scoperto che un terzo era stato etichettato erroneamente,. “Pensiamo che la tecnologia nel settore ittico può disturbare il modo di lavorare attuale, che prevede un gran numero di frodi di specie e illegalità”, dice il fondatore di Shellcatch Alfredo Sfeir. “La tecnologia permette di conoscere le persone che stanno dietro il pesce. Ecco come dovrebbe essere usata.”

Secondo Barrios, lui e altri che utilizzano Shellcatch guadagnano in media un surplus del 25% per il loro pescato da ristoranti di lusso e supermercati che vogliono sapere da quali acque provengono i prodotti che acquistano. Barrios, a capo di una confederazione nazionale di piccoli pescatori, ritiene che Shellcatch può contribuire a riparare a decenni di sovrasfruttamento. “Con Shellcatch, siamo in grado di pescare meno e guadagnare lo stesso importo,” dice il pescatore. Sfeir, un cileno americano, ha lanciato Shellcatch nel 2011 e ha poi reclutato alcuni pescatori per testare la sua tecnologia. La barca da pesca di nove metri di Barrios è dotata di una piccola telecamera fornita di GPS che registra il tipo di pesce e il luogo in cui pesca. Sul molo, pesa il pescato con una bilancia dotata di videocamera e lo “tagga” con codici a barre e Quick Response Code (QR) forniti da Shellcatch. I dati vengono caricati nel cloud, dove possono essere fruiti da un qualsiasi ristorante di Santiago usando semplicemente uno smartphone. Sono reperibili anche le foto del pescatore mentre esegue la cattura (funzione implementata per rassicurare ulteriormente i consumatori ossessionati dalla provenienza del loro cibo). “I clienti lo amano perché è divertente, e trovano un sacco di informazioni sul pesce che trovano sulla loro tavola, e addirittura anche la storia della baia in cui è stato catturato”, afferma Vincenzo Rulli, proprietario di Ocean Pacific, un ristorante a Santiago. “Anche gli stranieri ci dicono che non hanno mai visto niente di simile.”

Shellcatch ha instaurato rapporti con più di 50 ristoranti, supermercati, e negozi cileni che acquistano pesce certificato. “La gente, come il cibo che viene fornito ha una storia”, dice Monica Jain, la fondatrice di Fish 2.0, un concorso a Carmel, in California, che connette le aziende dedicate alla pesca sostenibile con i potenziali investitori. “E’ nato tutto con l’agricoltura. Recentemente le aziende stanno lavorando per dare nuovi strumenti al settore ittico.”

L’ambizione di Sfeir, non è solo quella di soddisfare consumatori schizzinosi. Quello che sta veramente cercando di fare è colmare una lacuna nel mercato. Molti paesi richiedono già grandi barche da pesca commerciale dotate di sistemi di controllo satellitare o osservatori umani in grado di certificare che non si peschi in aree protette. Ma questi sistemi sono troppo costosi e spesso logisticamente impossibili da realizzare in flotte di milioni di piccole barche. “Una delle grandi domande riguardava la possibilità di garantire la tracciabilità di pesci catturati con piccole imbarcazioni”, dice David Schorr, senior manager del programma Transparent Seas del World Wildlife Fund (WWF), aggiungendo che Shellcatch “sta rispondendo in modo affermativo alla domanda.”

L’hardware della società è passato attraverso diversi processi per renderlo adatto per i piccoli pescatori: il dispositivo è compatto e resistente all’acqua ed ha una lunga durata della batteria per l’uso su imbarcazioni senza alcuna fonte di energia. Il software è costantemente aggiornato, per automatizzare ulteriormente il processo di monitoraggio. Shellcatch utilizza analisi video, che possono ad esempio rilevare se le tartarughe marine vengono accidentalmente catturate nelle reti da pesca. Il governo messicano, che si trova ad affrontare la minaccia di sanzioni commerciali statunitensi per il rischio di estinzione delle tartarughe marine Caretta Caretta nel Pacifico settentrionale, sta pagando l’azienda al fine di monitorare sedici barche di pescatori nella penisola di Baja. “Gli Stati Uniti ritengono che i pescatori messicani stanno catturando le tartarughe nelle loro reti ma il Messico lo nega”, dice Sfeir. “L’unico modo per sapere cosa sta realmente accadendo è attraverso questa tecnologia”.
Da qui Shellcatch potrebbe presto iniziare a monitorare altre 200 imbarcazioni in acque messicane.

Sfeir, che ha una laurea in economia e il cui padre era il candidato del Green Party nel 2014 per le elezioni presidenziali del Cile, ha finanziato l’attività con una combinazione di contributi da familiari e amici e fondi da parte di organizzazioni ambientaliste, fondazioni di beneficenza, e governi. I finanziamenti hanno permesso Shellcatch di sovvenzionare il servizio per Barrios e altri pescatori.
Sfeir è fiducioso che Shellcatch possa eventualmente generare un profitto vendendo i suoi servizi ai pescatori che vogliono vendere il pesce tracciabile. Il business potrebbe un giorno avere una linea redditizia nella vendita dei dati che raccoglie ai governi, organizzazioni ambientaliste, ristoratori, dettaglianti e distributori. Shellcatch potrebbe beneficiare di una recente spinta del presidente Obama per bonificare il commercio di prodotti ittici, promuovendo la creazione di un sistema che traccia il pesce dalla barca alla tavola.
Shellcatch si sta attrezzando per avviare le operazioni in Perù. In Cile, ha recentemente raggiunto un traguardo importante da quando alcuni pescatori reclutati hanno cominciato a pagare per il servizio. “Quello che sappiamo ora è che la tecnologia è un successo”, dice Maryann Ramirez, che dirige l’ufficio Nature Conservancy del Cile, ha fornito 106 mila dollari in sovvenzioni e formazione per aiutare i pescatori a implementare i processi Shellcatch. “Il vero successo arriverà quando i pescatori potranno farlo da soli.”

 

 

Tags: Oceana
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Direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete Mariella Ballatore è direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete. Segue da anni l'evoluzione della filiera ittica, con attenzione a pesca, acquacoltura, mercati, sostenibilità, normativa, trasformazione e distribuzione. Il suo lavoro unisce informazione specializzata, comunicazione di settore e conoscenza diretta degli operatori della blue economy.

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