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Home Pesca

WWF. Parte da Monopoli la salvezza degli squali

Retailers, ricercatori e WWF cercano soluzioni condivise per risolvere bycatch e frodi alimentari

Redazione by Redazione
19 Novembre 2018
in Pesca
WWF. Progetto per salvare gli squali

WWF. Progetto per salvare gli squali

Una prima traccia della rotta verso la salvezza degli squali del Mediterraneo  è stata posta in questi giorni grazie alla collaborazione di una delle marinerie di palangari più importanti dell’Adriatico, quella di Monopoli. 

Qui i pescatori, principalmente dediti alla pesca del pesce spada, hanno mostrato interesse a collaborare e condividere soluzioni per risolvere il problema che affligge maggiormente gli squali del Mare Nostrum, ovvero, la pesca accidentale. Oltre la metà delle 86 specie presenti nel bacino, tra squali, razze e chimere, sono a rischio, soprattutto perché finiscono nelle reti a strascico o negli attrezzi utilizzati per la pesca del tonno o del pesce spada.
I pescatori di Monopoli hanno riconosciuto il problema come grave: le specie commerciabili di squali sono poco remunerative, trovarli catturati dagli ami intralcia l’attività di pesca e può perfino danneggiare gli attrezzi,  inoltre per le specie protette (25  nel Mediterraneo) i rischi di sanzioni sono alti. Catturare uno squalo quindi fa un danno al mare e ai pescatori stessi.

Gli incontri di questi giorni sono stati organizzati nell’ambito del progetto SafeSharks condotto dal WWF insieme a COISPA e INCA e si sono svolti grazie alla collaborazione delle Cooperative locali dei pescatori e della Guardia Costiera di Monopoli, con la presenza del Comandante Matteo Orsolini, anche in virtù di un Protocollo di Intesa tra WWF e Comando Centrale della Capitaneria di Porto per la difesa del mare. Il raggiungimento degli obiettivi del progetto SafeSharks grazie alla partecipazione della comunità di pescatori e operatori commerciali di Monopoli, scelta come area focus del progetto, potrebbe rappresentare una prima ‘case-history’ nel Mediterraneo per la salvezza degli squali. 
Gli incontri hanno permesso di aggiornare la comunità dei pescatori e operatori commerciali locali rispetto alle normative e il riconoscimento delle specie protette. In particolare è stato possibile  rendere consapevoli i pescatori dell’importanza del loro aiuto nel raccogliere informazioni anche sulle specie più a rischio, se catturate accidentalmente e rilasciate: in questo caso, infatti, la loro collaborazione  diventa fondamentale per la conservazione degli squali e può avvenire senza che incorrano in sanzioni. Tra le attività in programma con i pescatori vi è anche la marcatura degli squali che consentirà di raccogliere dati sulla sopravvivenza degli esemplari una volta liberati.  Si è approfondito con gli operatori commerciali anche il problema della tracciabilità del prodotto: spesso la carne di squalo finisce erroneamente o per frode sui banchi del mercato, costituendo un pericolo anche per la nostra sicurezza alimentare.

Nonostante l’importanza ecologica e socio-economica della cattura accidentale degli squali e dell’introduzione sul mercato delle loro carni, c’è carenza di appropriati programmi di monitoraggio in Italia e in Mediterraneo che forniscano informazioni dettagliate sulle specie e il numero di individui di squali presenti, sui tassi di cattura accidentale nella pesca e sul fenomeno di frode alimentare. L’Italia è anche uno dei maggiori mercati al mondo per il consumo di carne di squalo e uno dei  principali paesi al mondo per il volume di carne di squalo importata. 
Le attività di marcatura satellitare partiranno nei prossimi mesi e la raccolta dei dati ovviamente dipenderà dal numero dei TAG disponibili. Considerato il costo di ciascun apparecchio, circa 5.000 euro,  il WWF ha anche lanciato una raccolta fondi per sostenere il progetto che vuole salvare gli squali del Mediterraneo dall’estinzione – wwf.it/adottaunosqualo.

Tags: squalisqualoWWF
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