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Home Acquacoltura

Acquacoltura. Possono i pesci carnivori diventare vegetariani?

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
12 Marzo 2017
in Acquacoltura

La trota è uno dei principali pesci d’allevamento d’Europa. La sua dieta si basa su pesci selvatici. L’obiettivo è quello di ridurre la pressione sulle risorse marine trovando sostituti a base vegetale. Il cinquanta per cento del pesce consumato nel mondo proviene da allevamenti ittici. In Europa, la maggior parte delle specie prodotte in acquacoltura sono carnivore. Il loro cibo contiene farina e olio di pesce estratti da pesci più piccoli catturati in mare. La disponibilità di pesce selvatico non è più sufficiente per soddisfare il settore crescente della piscicoltura.

Donzacq è una struttura di piscicoltura sperimentale, che si trova nella zona di Landes (Francia sud-occidentale), caratterizzata da una sorgente naturale con temperatura costante (17 ° C) durante tutto l’anno, che aiuta a controllare lo sviluppo e la crescita di pesci (trota iridea, ciprinidi, storioni). Il sito ospita anche un impianto di trasformazione di un mangime sperimentale di laboratorio.

“L’obiettivo è quello di utilizzare proteine ​​vegetali “, spiega Frédéric Terrier responsabile della ricerca. “Dieci anni fa, il mangime era composto da circa il 30/ 40 per cento di farina di pesce. Oggi la percentuale è stata ridotta tra il 15 e il 20 per cento e stiamo lavorando per ridurla ulteriormente.”

ARRAINA, progetto europeo su larga scala, ha esaminato questa diminuzione a livelli molto bassi, di farina e olio di pesce, per le cinque specie più importanti d’Europa: trota iridea, salmoni, carpe, orate e spigole. Durante tutto il ciclo di vita dei pesci, la crescita, la salute, la capacità riproduttiva, e le qualità nutrizionali, sono state tutte esaminate.

“Finora, abbiamo visto chiaramente che tutte queste specie godono di ottima salute senza subire effetti nocivi. Tranne che in alcuni casi, quando le proteine di pesce sono ridotte a livelli molto bassi, quasi a zero, allora si possono manifestare alcuni effetti negativi come una crescita più lenta e un riproduzione meno facile.” Sostiene Sadasivam Kaushik, coordinatore del ARRAINA (Advanced Research Initiatives for Nutrition and Aquaculture).

Secondo i dati INRA, in caso di una dieta al 100 per cento a base vegetale, si è riscontrato nei pesci proprietà nutrizionali inferiori. Ma gli scienziati dicono che ci sono soluzioni.

“Con una dieta a base di alimenti di origine vegetale, c’è meno acido grasso omega 3 nella carne. Le strategie per contrastare questo effetto sono già allo studio”, ha dichiarato Geneviève Corraze, esperto INRA di nutrizione. “Prima della macellazione per un paio di settimane o un mese, si posso integrare nell’alimentazione dei pesci alimenti a base di ingredienti marini. La seconda possibilità è la selezione genetica, in altre parole, ci sono animali che hanno più capacità di sintetizzare e mantenere questi acidi grassi omega 3”.

Biomar, produttore leader a livello mondiale di cibo per pesci e partner del progetto, è convinto che in futuro il mangime per pesci possa basarsi su proteine ​​di origine vegetale.
Oggi grano, colza, mais, vitamine e minerali, sono combinati con farina di pesce e oli di pesce nella preparazione di granuli di cibo.
“Sappiamo come fare il cibo con il 2/5 per cento di farina di pesce e il 2/5 per cento di olio e produrre una trota completamente commestibile, sana e gustoso”, ha detto Michel Autin, Marine product manager Biomar. “C’è una certa riluttanza da parte dei piscicoltori che, per sentirsi più sicuri, continuano a richiedere mangime con elevati livelli di olio e farina di pesce nel mangime. Questo è del tutto naturale e legittimo, ma la tendenza è quella di utilizzarne in quantità sempre inferiori”.

Nuove forme di proteine ​​derivate da alghe o insetti dovrebbero essere sul menu dei pesci d’allevamento molto presto.

Tags: acquacolturaARRAINAmangimi per pesciolio di pesce
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Mariella Ballatore

Mariella Ballatore

Direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete Mariella Ballatore è direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete. Segue da anni l'evoluzione della filiera ittica, con attenzione a pesca, acquacoltura, mercati, sostenibilità, normativa, trasformazione e distribuzione. Il suo lavoro unisce informazione specializzata, comunicazione di settore e conoscenza diretta degli operatori della blue economy.

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