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Home Sostenibilità

Acquacoltura e pesca. Sempre più consumatori attenti all’impatto ambientale e sociale

Oltre alla qualità e al prezzo di un prodotto il consumatore ne valuta anche la sostenibiltà

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
3 Luglio 2019
in Sostenibilità

Il WSO – World Sustainability Organisation – è uno standard di certificazione per l’acquacoltura, la pesca e l’agricoltura sostenibili che sta lanciando una campagna di sensibilizzazione per i consumatori italiani.

Sempre più consumatori sono attenti – oltre alla qualità e al prezzo di un prodotto – anche all’impatto ambientale e sociale che un’azienda ha per produrre i suoi beni; da qui nasce la campagna di comunicazione di WSO per aiutare i produttori alimentari italiani a soddisfare la crescente domanda del mercato per una legittima azione ambientale.

World Sustainability Organization (WSO) gestisce Friend of the Sea (FOS) e Friend of the Earth (FOE), che certificano rispettivamente prodotti ittici e prodotti agricoli. Dopo aver superato un controllo rigoroso, le aziende italiane che soddisfano i criteri per la certificazione possono disporre dell’eco-etichetta FOE o FOS sui loro prodotti.

A livello globale sono più di 900 aziende le in 70 Paesi che hanno prodotti certificati Friend of the Sea o Friend of the Earth.

WSO offre una certificazione di sostenibilità terza accreditata a livello nazionale per rassicurare i consumatori sul fatto che un prodotto sia verificato in base a severi requisiti di sostenibilità. Per ottenere la certificazione Friend of the Sea o Friend of the Earth, un prodotto deve essere conforme a standard chiari attraverso il superamento di un rigoroso controllo indipendente da parte di terzi.

Il processo di revisione comporta la consultazione delle parti interessate, un audit in loco e ri-certificazioni annuali costanti. L’azienda deve dimostrare un impegno nella conservazione e nella protezione dell’ecosistema. Ciò include le pratiche di allevamento e di gestione della pesca. I prodotti chimici utilizzati nel processo di produzione devono soddisfare i criteri di sostenibilità. Anche l’uso di energia, la gestione dei rifiuti, la conformità normativa e la responsabilità sociale delle imprese sono valutati dal revisore.

Le certificazioni Friend of the Sea possono anche essere concesse per altri prodotti e servizi che potrebbero avere un potenziale impatto sull’habitat marino e sull’ambiente. Per esempio le creme UV, così come cosmetici e prodotti nutrizionali con olio di pesce Omega-3. Anche le navi da crociera, i ristoranti e gli acquari sono idonei per la certificazione.

Il WSO ha, nel corso degli anni, sostenuto e sviluppato progetti di conservazione e campagne per proteggere le specie in via di estinzione, come storione, albatros, delfini, balene, squali, barriere coralline, lumache e farfalle.

“Siamo veramente a un punto di svolta, a livello mondiale, in termini di consapevolezza dei consumatori sulla sostenibilità visto quanto influisce sul cibo che ognuno di noi mangia” ha dichiarato Paolo Bray, Direttore di Friend of the Sea.

“C’è un interesse sincero tra i consumatori che stanno dimostrando, con le loro decisioni di voler premiare i marchi che più tengono all’ambiente. Ora, i produttori di alimenti in Italia possono avvalersi di questa opportunità di crescita anche a beneficio del pianeta che tutti condividiamo“.

La sfida, secondo Bray, è la credibilità del marchio perché, con la consapevolezza dei temi ambientali in aumento, i consumatori sono scettici riguardo le auto-affermazioni aziendali sulla sostenibilità, non supportate poi da certificazioni di terzi neutrali.

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Mariella Ballatore

Co-founder e Direttrice di redazione. Pubblicista dal 2006 racconta il mondo da oltre un trentennio attraverso giornali, televisione e radio. Come conoscitrice del settore pesca e acquacoltura è stata più volte invitata a moderare e relazionare in convegni organizzati tra gli altri dalla Conferenza Episcopale Italiana – Ufficio nazionale dell’Apostolato del Mare, AquaFarm, Blue Sea Land.

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