In una lettera inviata al presidente eletto Ursula von der Leyen, otto eurodeputati hanno chiesto di inserire la lotta alla pesca eccessiva come azione decisiva per la lotta al cambiamento climatico. Tra i firmatari, Maria Walsh per i centro-destra europeo (PPE), i verdi Grace O’Sullivan, Francisco Guerreiro, Benoit Biteau e Bas Eickhout, Younous Omarje e per la Sinistra unitaria e i liberali Catherine Chabaud e Chris Davies, che presiede anche la commissione pesca (PECH) al Parlamento europeo. Nessun rappresentante dei socialisti, in cui siede il Partito democratico, né di Identità e Democrazia, il gruppo della Lega, ha sostenuto l’appello.
“L’oceano è la chiave per la salute del pianeta: è l’origine di tutta la vita sulla Terra, ci fornisce respiro ogni secondo e ha assorbito oltre il 90% del riscaldamento antropogenico,” scrivono i firmatari, aggiungendo che il cambiamento climatico sta minacciando la salute degli oceani e i servizi critici che fornisce per la vita sul pianeta.
In un’esclusiva intervista al Pesceinrete, anche il Commissario europeo per la pesca uscente Karmenu Vella ha affermato come oceani ed ecosistemi marini svolgono un ruolo importante in tutti i principali processi naturali, compresa la mitigazione del riscaldamento globale.
I deputati firmatari hanno citato anche un documento di recente pubblicazione del professor Rashid Sumaila dell’Università della British Columbia, il quale ha evidenziato come la fine della pesca eccessiva sarebbe uno degli atti più significativi che si possa compiere per ‘riportare in salute’ degli oceani, e quindi migliorare la loro capacità di mitigare il cambiamento climatico e ripristinare la biodiversità marina. Per gli otto membri del Parlamento europeo, è l’opinione pubblica a chiedere un’azione significativa e immediata contro il cambiamento climatico.
Inoltre, un rapporto speciale sull’oceano e la criosfera dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) dell’Onu, presentato recentemente al Parlamento europeo, parla di un oceano pronto a scatenare disgrazia, a meno che non si fermi il cambiamento climatico. Per i sostenitori dell’appello, se invertire per invertire il cambiamento climatico di origine antropica ci vorranno molti anni, per porre fine alla pesca eccessiva è necessaria solo volontà politica.
“Riteniamo che la relazione del professor Sumaila e la relazione dell’IPCC costituiscano un valido argomento a favore di un’azione decisiva per ripristinare la salute degli oceani al fine di mantenere un pianeta abitabile,” hanno concluso i firmatari.
Anche il Consiglio Ue della scorsa settimana ha adottato delle conclusioni fuori agenda sugli oceani, sottolineando come i cambiamenti climatici rappresentino una minaccia diretta ed esistenziale alla vita negli oceani e nei mari a livello mondiale e chiedendo un’azione politica rafforzata a tutti i livelli di governo per proteggere gli ecosistemi marini e costieri.











