AIC Pesca chiede il differimento dei termini per la presentazione delle domande di indennità relative al fermo pesca 2025. La richiesta, firmata dal presidente Natale Amoroso, punta a evitare che pescatori e imprese perdano il beneficio per ritardi procedurali e tempi tecnici non dipendenti dagli operatori.
AIC Pesca chiede il differimento della scadenza per la presentazione delle domande di indennità relative al fermo pesca obbligatorio e non obbligatorio per l’anno 2025. La richiesta, firmata dal presidente nazionale Natale Amoroso, è stata trasmessa al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.
La scadenza richiamata nella nota è quella del 30 giugno 2026, ma l’associazione chiede di spostarla al 31 luglio 2026. In alternativa, AIC Pesca propone di riconoscere almeno trenta giorni dalla pubblicazione effettiva del decreto attuativo e della relativa modulistica telematica.
Il punto centrale riguarda i tempi tecnici necessari per predisporre correttamente le istanze. Secondo AIC Pesca, la procedura non può essere ridotta a una semplice compilazione online, perché richiede verifiche preliminari affidate alle Autorità Marittime.
Tra gli adempimenti necessari rientrano la determinazione delle giornate di fermo per avverse condizioni meteo-marine e l’asseverazione della cosiddetta “Scheda 9”. Quest’ultima comporta il controllo della documentazione matricolare, dei ruolini di equipaggio, dei marittimi effettivamente imbarcati e delle giornate di fermo utili al calcolo dell’indennità.
La preoccupazione dell’associazione è che il ritardo nell’avvio delle procedure e nella disponibilità della modulistica possa comprimere eccessivamente i tempi, creando un sovraccarico per le Capitanerie di Porto. Gli uffici marittimi sarebbero chiamati a gestire, in pochi giorni, un numero elevato di verifiche per l’intera flotta nazionale.
Il rischio, evidenziato nella nota, è che pescatori e imprese ittiche possano perdere il beneficio economico per ragioni non dipendenti dalla loro volontà, ma legate ai tempi della macchina amministrativa.
AIC Pesca richiama anche il sovraccarico degli adempimenti fiscali e civilistici di metà anno, che coinvolge consulenti, centri di assistenza e strutture chiamate a supportare gli operatori nella predisposizione delle pratiche.
La proroga viene quindi indicata come uno strumento necessario per garantire regolarità al procedimento, tutelare i lavoratori del comparto e consentire alle Autorità competenti di svolgere le verifiche senza comprimere i tempi istruttori.
La richiesta riguarda un tema sensibile per il settore pesca, dove le indennità legate al fermo rappresentano una misura di sostegno importante per imprese e marittimi. Per questo AIC Pesca sollecita un intervento formale dei Ministeri competenti, affinché la gestione delle domande non si trasformi in un ulteriore ostacolo per gli operatori.












