• CHI SIAMO
  • CONTATTI
  • PARTNER
  • PUBBLICITÀ
  • NEWSLETTER
  • ARCHIVIO
    • Bandi e Opportunità
    • Speciali
    • Rubriche
    • Nutrizione e salute
    • Interviste
    • Video
lunedì 20 Aprile, 2026
Pesceinrete
  • Home
  • News
  • Pesca
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Protagonisti
    • Aziende
    • Istituzioni
      • Europee
      • Nazionali
      • Regionali
    • Associazioni di categoria
      • Associazione Mediterranea Acquacoltori
      • Legacoop Agroalimentare
      • Assoittica Italia
      • Federpesca
      • PescaAgri-CIA
      • Unci AgroAlimentare
    • Sindacati
      • UILA Pesca
    • ONG
    • Consorzi e Cooperative
      • CIRSPE
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
  • Home
  • News
  • Pesca
  • Acquacoltura
    • Acquaponica
    • Algocoltura
  • Protagonisti
    • Aziende
    • Istituzioni
      • Europee
      • Nazionali
      • Regionali
    • Associazioni di categoria
      • Associazione Mediterranea Acquacoltori
      • Legacoop Agroalimentare
      • Assoittica Italia
      • Federpesca
      • PescaAgri-CIA
      • Unci AgroAlimentare
    • Sindacati
      • UILA Pesca
    • ONG
    • Consorzi e Cooperative
      • CIRSPE
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi
  • OverseasNew
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati
Pesceinrete
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

Home Sostenibilità

Oceana, 750 specie non autoctone nel Mediterraneo

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
26 Febbraio 2016
in Sostenibilità

Arriva a 750 il numero di specie non autoctone (NIS) nel Mar Mediterraneo, il numero è molto più alto che in altri mari europei: quasi il triplo rispetto alla costa dell’Europa occidentale dalla Norvegia al Portogallo, e tra il 1970 e il 2015 il numero è cresciuto del 215 % . Di queste 450 sono state introdotte attraverso il Canale di Suez.

Il Canale di Suez è uno dei corsi d’acqua più importanti del mondo: 17483 navi vi sono transitate nel 2015, ma è anche il corridoio più potente per le invasioni di specie marine. Gli impatti individuali e cumulativi di queste invasioni influenzano negativamente lo stato di conservazione di particolari specie e habitat, così come la struttura e la funzione degli ecosistemi e la disponibilità di risorse naturali. Alcune specie sono nocive, velenose e rappresentano chiare minacce per la salute umana. Mentre il commercio globale e la spedizione sono di vitale importanza per la società, gli accordi ambientali internazionali esistenti riconoscono anche la necessità urgente di pratiche sostenibili che riducono al minimo gli impatti indesiderati e le conseguenze a lungo termine .
Da una purtroppo lunga lista di esempi di specie non indigene (non indigenous species -NIS ) che hanno portato a problemi ambientali, economici, di salute per l’uomo, ricordiamo la recente diffusione di un pesce palla letale velenoso (lagocephalus sceleratus) in tutto il Mediterraneo, che ha raggiunto anche Sebastopoli, nel nord-est del Mar Nero, che crea gravi rischi per la salute: i suoi organi interni contengono tetrodotossina, una forte neurotossina paralitica, in grado di indurre sintomi che vanno dal vomito alla arresto respiratorio, convulsioni, coma e morte. Tra il 2005 e il 2008, in Israele 13 persone sono state trattate per avvelenamento. La medusa Scyphozoan (rhopilema nomadica), dalla metà del 1980, forma enormi sciami ogni anno lungo la costa levantina, ma recentemente si è diffusa verso ovest, lungo le coste della Tunisia, di Pantelleria nel Canale di Sicilia. Le sue punture dolorose influenzano negativamente il turismo, i pescatori si lamentano di intasamento delle rete e i condotti di aspirazione di impianti di desalinizzazione e centrali elettriche aspirano con l’acqua le meduse che interferiscono con il funzionamento degli impianti.

Il recente allargamento del canale di Suez è destinato a far aumentare il numero di potenziali NIS nel Mediterraneo. Gli impatti individuali e cumulativi di queste specie influenzerà lo stato di conservazione delle specie autoctone e gli habitat, così come la struttura e la funzione degli ecosistemi e la disponibilità di risorse naturali. Il surriscaldamento delle acque del mare accelera la diffusione di specie tropicali introdotte attraverso il Canale di Suez.
Gli elementi cruciali per una strategia efficace per rallentare l’afflusso di NIS sono una politica scientificamente valida e il giusto coordinamento tra tutti i paesi del Mediterraneo al fine di garantire la coerenza delle norme e gli standard legali per affrontare tutti i principali percorsi.

Tags: canale di SuezNISOceana
CondividiTweetCondividiPinInviaCondividiInvia
Articolo precedente

Cristina Ribera: Il punto sul pesce crudo e marinato

Prossimo articolo

Thailandia, continua a far parlare la pesca illegale

Mariella Ballatore

Mariella Ballatore

Co-founder e Direttrice di redazione. Pubblicista dal 2006 racconta il mondo da oltre un trentennio attraverso giornali, televisione e radio. Come conoscitrice del settore pesca e acquacoltura è stata più volte invitata a moderare e relazionare in convegni organizzati tra gli altri dalla Conferenza Episcopale Italiana – Ufficio nazionale dell’Apostolato del Mare, AquaFarm, Blue Sea Land.

Articoli Correlati

Carenza di lavoratori nella blue economy

Blue economy, il vero nodo è il lavoro: senza competenze il settore rischia di frenare

by Tiziana Indorato
20 Aprile 2026

L’economia del mare italiana cresce, accelera, consolida il proprio peso nel sistema Paese. Ma mentre i numeri continuano a indicare...

EU maritime spatial planning and fisheries

Spazio marittimo UE, la pesca chiede equilibrio

by Alice Giacalone
16 Aprile 2026

La pianificazione dello spazio marittimo torna al centro dell’agenda europea con un messaggio che, per il settore ittico, suona come...

Trapline enters Italy’s swordfish fishery: why this trial matters

Trapline, la nuova sfida nella pesca al pesce spada

by Davide Ciravolo
10 Aprile 2026

C’è un passaggio che rischia di passare in sordina, ma che potrebbe avere un peso concreto nel futuro della pesca...

Aquaculture Credibility: Built on Processes, Not Claims

Acquacoltura: come costruire credibilità sul mercato

by Tiziana Indorato
8 Aprile 2026

Chi lavora nel settore dell’acquacoltura sa bene che la credibilità non si costruisce nel momento in cui si presenta il...

Prossimo articolo

Thailandia, continua a far parlare la pesca illegale

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Categorie articoli





Newsletter

Pesceinrete

Pesceinrete è la testata giornalistica unica in Italia ad occuparsi di pesca commerciale ed acquacoltura.
In quanto canale tematico e dai contenuti specializzati, si rivolge direttamente agli operatori della filiera con una comunicazione targettizzata che risponde alle esigenze del settore.

Categorie

  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Eventi e Fiere
  • Mercati
  • Sostenibilità
  • Tecnologia

Segui le nostre pagine social

Stock images by Depositphotos

  • Chi siamo
  • PARTNER
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Newsletter

© 2023 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete- il quotidiano del settore ittico | Web design by Motion Head

  • Home
  • News
  • Pesca
  • Acquacoltura
  • Protagonisti
  • Tecnologia
  • Sostenibilità
  • Mercati
  • Eventi e Fiere
  • Overseas English NEW
  • Archivio
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Partner
  • Pubblicità
  • Newsletter
Nessun Risultato
Vedi tutti i Risultati

© 2023 INRETE S.R.L. P.Iva: 02557660814 - Pesceinrete- il quotidiano del settore ittico | Web design by Motion Head