La dieta Smart Food è un libro edito da Rizzoli che fa chiarezza su cosa e quanto mangiare per vivere di più e meglio, ed è anche provvisto del marchio scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. All’interno del volume si parla anche di pesce e di alcuni argomenti molto discussi e ad esso collegati. Ad esempio, sarebbe meglio non mangiare il pesce perché inquinato? Ebbene sì, le acque mondiali sono tutte soggette a diversi livelli di inquinamento, che colpisce anche il pescato. Ma con le giuste precauzioni lo si può consumare tranquillamente fino a tre porzioni a settimana.
Che danni può procurare il mercurio? In mare il mercurio scaricato dalle industrie viene trasformato da alcuni microrganismi in metilmercurio, la forma più tossica del mercurio. Gli studi scientifici non hanno riscontrato effetti univoci sugli adulti ma potrebbero comportare un ridotto sviluppo neurologico nel feto. Dopo la nascita, il mercurio potrebbe venire a contatto con il bambino attraverso il latte materno. Infatti, le donne in gravidanza o in allattamento dovrebbero evitare di mangiare pesci di grossa taglia.
Qual è la migliore cottura del pesce? Parlando dal punto di vista tradizionale, importante è salvaguardare l’apporto di omega-3 contenuto nelle diverse specie ittiche. Per cui tramite la cottura alla griglia non c’è perdita di omega-3, minima è invece con la cottura al forno o in acqua bollente per 20 minuti. Infine, attraverso la frittura, ne vengono abbattuti circa la metà. Ad ogni modi, le tipologie di cotture consigliate sono al vapore, al microonde, in tegame o al forno magari con una leggera panatura integrale oppure un veloce passaggio in piastra.
Perché gli omega-3 fanno così bene all’organismo? Come acidi grassi polinsaturi, forniscono molta energia, rientrano nella formazione delle membrane cellulari, e rendono il sangue più fluido evitando la formazione di trombi. Secondo alcuni studi allontano l’Alzheimer, demenze senili e invecchiamento cognitivo.
Mangiare pesce crudo e sushi è consigliabile? In tutto il pesce crudo c’è il rischio di trovare parassiti come l’Anisakis. Una volta ingerite le larve dell’Anisakis spesso muoiono, ma in altri casi possono provocare effetti indesiderati come vomito, dolori addominali, nausea, febbre fino ad arrivare a conseguenze più gravi. La marinatura con olio e aceto non garantisce la devitalizzazione di larve e parassiti. L’unico modo per eliminare il problema è ricorrere alla cottura.
E il pesce surgelato? Può essere consumato perché il freezer non altera i lavori nutrizionali della specie ittica. Più adatti alla surgelazione sono merluzzo, sogliola e platessa, molluschi e crostacei. Poco i pesci azzurri.
Che pensare invece dei prodotti in scatola? Dopo il merluzzo, il pesce più consumato in Italia è sicuramente il tonno in scatola, pressoché privo di omega-3 sia sott’olio che in salamoia. Si consiglia di mangiarne una volta a settimana.
Il pesce d’allevamento è meno nutriente? Quelle proveniente dall’acquacoltura sono specie che hanno valori nutrizionali simili a quelli del pescato. L’apporto di omega-3 può risultare leggermente inferiore nel branzino e nelle orate, ma bontà dei prodotti rimane quasi inalterata.
Che dire del pesce affumicato, come il salmone? Il pesce affumicato andrebbe mangiato di tanto in tanto, sia perché molto salato che perché l’affumicatura induce il formarsi di composti tossici. Andrebbe meglio consumarlo fresco e ben condito.
Il pesce fa davvero bene alla memoria? Il pesce è ricco di fosforo che il nostro organismo assimila solo per il 70%. In realtà però il fosforo non fa bene alla memoria, ma rafforza ossa e denti.











