“La fiera di Bruxelles è una vetrina globale a cui la Sicilia non deve assolutamente mancare perché in Italia siamo una delle regioni a maggior vocazione ittica,” ha detto il funzionario direttivo della Regione Sicilia Agostino Bono a Pesceinrete, spiegando i motivi della presenza siciliana all’appuntamento più importante al mondo per il settore.
“Come Sicilia puntiamo sempre sul prodotto fresco e sul prodotto fresco conservato. Siamo presenti principalmente con il distretto della pesca di Mazzara del Vallo.” Bono ha fatto anche notare come la Sicilia abbia recentemente puntato sull’acquacoltura per via delle indicazioni date dal FEAMP. Sebbene rappresentate all’AquaFarm di Pordenone, le aziende della filiera siciliana di acquacoltura non erano tuttavia presenti a Bruxelles.
Bono ha anche commentato i recenti dati sull’import record di prodotti ittici in Italia, con un deficit che ha ormai raggiunto quota sei miliardi. “Importiamo pesce anche perché la nostra produzione non soddisfa il consumo nazionale, dunque non dobbiamo impedire agli altri Paesi di esportare,” ha detto.
Se l’import è un fenomeno normale perché non si è autosufficienti, per Bono “bisogna fare molto di più sul mercato interno perché la domanda di proteine del pesce è enorme.”
“Dobbiamo identificare e premiare maggiormente il prodotto ittico locale tracciandolo, etichettandolo, cercando di far capire al consumatore che il pesce siciliano e mediterraneo è un pesce sano e compatibile con la nuova domanda di food che c’è nel mondo,” ha concluso.
Gerardo Fortuna












