
Alibaba, la più grande società di e-commerce del mondo, questa settimana ha annunciato un aumento del 70 per cento delle sue importazioni di pesce nel 2015, la compagnia cinese ha anche dichiarato che sta beneficiando di un aumento della domanda da parte di consumatori di classe media.
L’importazione di prodotti ittici offre margini di profitto abbastanza ampi, quindi Alibaba, (che possiede i siti leader di mercato Tmall, Taobao e Tmall International, nonché il business-to-business Alibaba) e numerosi piccoli concorrenti (JD.com, Gfresh, Suning, Caichongwang , Womai tra i tanti) hanno preso di mira le vendite di prodotti alimentari d’importazione rivolgendosi ad un pubblico cinese ancora scettico circa l’onestà e la sicurezza delle risorse alimentari locali. In effetti, gran parte della popolazione in Cina, negli ultimi dieci anni, si è affidata all’e-commerce per l’acquisto di prodotti ittici.
L’ubiquità della società, tutta la gamma di servizi offerti e il modo in cui si è inserita nel mercato dei giovani, ne fanno una forza di vendita in tutte le categorie di prodotto.
Alibaba ha investito massicciamente nell’acquisizione di dati. La sua tecnologia location-based, cloud computing e servizi di mappatura, danno all’azienda un vantaggio incredibile rispetto alla concorrenza in termini di capacità di indirizzare i potenziali clienti verso beni particolari, tra cui i prodotti ittici. Considerando che la Cina continua a bloccare i grandi marchi globali web tra cui Facebook, Google e Twitter, il carattere chiuso di Internet del paese dà libero sfogo alla compagnia Alibaba e al motore di ricerca leader del paese, Baidu. Questo dominio è improbabile che cambi data la tendenza della Cina di favorire le aziende nazionali, che il governo è in grado di monitorare meglio.
Secondo alcune indagini condotte daiResearch, qualità dei prodotti e credibilità dell’azienda sono i due criteri principali di valutazione per gli acquirenti cinesi. Tali indagini hanno inoltre dimostrato che la maggior parte degli acquisti on-line su Tmall, che gestisce oltre il 60 per cento delle vendite online consumer-to-business, ricadono su merci provenienti da un ristretto gruppo di paesi, tra i quali Australia, Giappone, Corea, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti. In altre parole, gli acquirenti cinesi associano alcuni paesi al concetto di qualità.











