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Aree marine protette e pesca: serve una nuova governance del mare

Confcooperative Fedagripesca alla Camera: senza co-gestione e pianificazione dello spazio marittimo il rischio è l’espulsione progressiva della pesca professionale dalle acque costiere italiane

Redazione by Redazione
5 Marzo 2026
in Associazioni di categoria, In evidenza, News, Pesca, Sostenibilità
Aree marine protette e pesca

Le Aree Marine Protette devono evolversi in modelli di co-gestione e sviluppo rigenerativo, superando la logica delle “isole di divieto” che rischiano di soffocare definitivamente la pesca professionale. In un Mediterraneo italiano sempre più saturo, la pressione spaziale ha superato la soglia critica: oltre il 30-35% delle acque costiere e della piattaforma continentale è oggi interessato da vincoli che limitano o escludono l’attività di pesca.

Questo “mosaico di restrizioni” non è più composto soltanto da AMP e zone di tutela biologica, ma comprende corridoi per infrastrutture energetiche e digitali (cavi e metanodotti), servitù militari persistenti, nuove Fisheries Restricted Areas (FRA) e progetti di parchi eolici offshore. In assenza di una pianificazione dello spazio marittimo che integri la pesca come attore primario, il settore rischia una progressiva espulsione per mancanza fisica di aree disponibili.

È la posizione ribadita da Confcooperative Fedagripesca nel corso dell’audizione presso la VIII Commissione (Ambiente) della Camera sulle proposte di legge relative all’istituzione dell’Area Marina Protetta del Golfo di Capo Zafferano e alla riforma della legge quadro 394/1991.

“È quello che definiamo accaparramento del mare – sottolinea l’organizzazione – una progressiva ed eccessiva sottrazione di spazio marittimo che rischia di compromettere l’equilibrio tra tutela ambientale e sopravvivenza economica delle comunità costiere”.

In questo contesto si inserisce il dibattito sull’AMP del Golfo di Capo Zafferano in Sicilia – già interessata da vincoli europei come ZSC e da misure regionali – che, secondo Fedagripesca, può rappresentare un rafforzamento della tutela di habitat di pregio come le praterie di Posidonia oceanica e il coralligeno, fondamentali per la riproduzione e la crescita dell’ittiofauna del Tirreno meridionale, ma solo a condizione che la pesca artigianale locale sia riconosciuta come soggetto attivo di co-gestione.

Nel tratto costiero tra Santa Flavia, Porticello, Aspra e Bagheria opera una marineria storica composta prevalentemente da piccola pesca artigianale che utilizza attrezzi selettivi e tradizionali. “Parliamo di imprese radicate nel territorio, presidio economico e sociale oltre che ambientale – evidenzia Fedagripesca – che hanno già dimostrato disponibilità a un modello di sviluppo sostenibile”.

Il nodo centrale resta la governance. Nelle proposte di legge in esame manca, secondo l’organizzazione, un meccanismo che garantisca alla pesca professionale una presenza stabile e decisionale negli enti di gestione delle AMP. Da qui la richiesta di modifiche alla legge 394/1991 per assicurare la partecipazione diretta dei pescatori negli organi di amministrazione e nelle commissioni di riserva, con pareri vincolanti sulle misure che incidono sull’attività produttiva.

In Italia sono attualmente istituite 32 Aree Marine Protette e 11 Aree a pesca regolamentata nel Mediterraneo nell’ambito della CGPM-FAO. Per Fedagripesca la sfida è superare una visione conflittuale: le AMP devono integrarsi con gli obiettivi della Politica Comune della Pesca, adottando un approccio ecosistemico che preveda obiettivi chiari di riduzione della mortalità per le specie in sofferenza, accompagnati da analisi di impatto socioeconomico e da misure di salvaguardia del reddito.

“Non chiediamo riserve che espellano l’uomo dal mare, ma aree dove il pescatore sia riconosciuto come custode della biodiversità – conclude Fedagripesca –. Senza una riforma della governance e senza il coinvolgimento strutturale delle imprese, le Aree marine protette rischiano di diventare strumenti di conflitto invece che di sviluppo sostenibile per l’ambiente e per le comunità che dal mare vivono”.

Tags: accaparramento del mareAree Marine ProtetteConfcooperative FedagripescaGolfo di Capo Zafferanogovernance del marepesca artigianalepesca professionalePianificazione dello spazio marittimoPolitica Comune della Pescaposidonia oceanica
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