Nel pieno dei negoziati sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, le principali organizzazioni europee della pesca e dell’acquacoltura hanno acceso un faro sulle criticità della proposta attualmente sul tavolo. Solo pochi giorni fa, la Federazione europea dei produttori di acquacoltura (FEAP), insieme alla Federazione europea dei lavoratori dei trasporti (ETF), a Seafood Europe, Europêche ed EAPO, hanno inviato una lettera urgente ai vertici delle istituzioni europee.
Il documento è stato indirizzato alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, alla Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e al Presidente del Consiglio europeo António Costa, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione su quella che viene definita una grave mancanza di garanzie di sostegno per i settori della pesca e dell’acquacoltura nel bilancio a lungo termine dell’Unione.
Al centro della preoccupazione vi è il drastico ridimensionamento delle risorse previste. L’attuale proposta di QFP 2028-2034 prevede infatti un taglio di oltre il 67% dei fondi destinati a pesca e acquacoltura rispetto all’attuale periodo di programmazione. A questo si aggiunge l’assenza di un fondo specifico dedicato, con le misure per il settore che verrebbero ricondotte a riferimenti non vincolanti nell’ambito dei Piani nazionali di ripresa e resilienza.
Secondo le organizzazioni firmatarie, questo impianto rischia di indebolire strutturalmente la Politica Comune della Pesca, costringendo il comparto a competere con altre priorità nazionali e aprendo la strada a significative carenze di finanziamento. Una dinamica che, avvertono, potrebbe tradursi in profonde disparità tra gli Stati membri, compromettendo l’uniformità delle politiche europee in un settore che rientra pienamente nelle competenze dell’Unione.
Nella lettera viene ribadito un concetto chiave: una Politica Comune della Pesca adeguatamente finanziata non rappresenta una spesa, ma un investimento strategico. I tagli proposti inciderebbero innanzitutto sulla resilienza sociale e territoriale, poiché pesca e acquacoltura costituiscono la spina dorsale economica di molte regioni costiere e ultraperiferiche, sostenendo direttamente occupazione, reddito e coesione sociale.
Un secondo fronte riguarda la sicurezza alimentare europea. In un contesto globale sempre più instabile, pescatori e acquacoltori garantiscono all’Unione europea un approvvigionamento di proteine di alta qualità e a basse emissioni di carbonio, contribuendo in modo concreto a ridurre la dipendenza dalle importazioni alimentari. Indebolire queste filiere, sottolineano le organizzazioni, significa aumentare la vulnerabilità dell’UE sul piano dell’autonomia alimentare.
Il terzo elemento di criticità è legato al futuro del settore. Finanziamenti adeguati e prevedibili sono indicati come un prerequisito essenziale per sostenere gli investimenti necessari alla decarbonizzazione, alla digitalizzazione e al miglioramento delle prestazioni ambientali. Obiettivi centrali nelle politiche europee, ma difficilmente raggiungibili in assenza di un quadro finanziario coerente e stabile.
Alla luce di queste considerazioni, ETF, FEAP, Seafood Europe, Europêche ed EAPO chiedono modifiche puntuali alla proposta di Quadro finanziario pluriennale, in linea con le posizioni già espresse dal Parlamento europeo e dal Comitato economico e sociale europeo. In particolare, viene sollecitato il ripristino di una dotazione minima che consenta di salvaguardare almeno l’attuale livello di finanziamento, pari a 6,1 miliardi di euro in termini reali al netto dell’inflazione. Viene inoltre richiesta l’introduzione di garanzie di finanziamento obbligatorie all’interno del futuro QFP, comprese risorse specifiche destinate alle priorità fondamentali della Politica Comune della Pesca.
“Le filiere europee della pesca e dell’acquacoltura sono pienamente impegnate a contribuire agli obiettivi dell’Unione”, sottolineano congiuntamente le organizzazioni firmatarie, “ma per farlo è necessario un quadro finanziario all’altezza dell’ambizione normativa richiesta”. In quanto settori di competenza diretta dell’UE attraverso la Politica Comune della Pesca, concludono, pesca e acquacoltura meritano finanziamenti dedicati, adeguati e giuridicamente garantiti.












