Il Giappone ha adottato una strategia di esportazione di prodotti ittici che sta dando ottimi risultati facendo registrare un aumento del 27% nei primi sei mesi dell’anno.
Lo scorso 3 agosto il ministro giapponese Kotaro Nogami ha riferito in una conferenza stampa online che le esportazioni giapponesi di prodotti ittici sono aumentate.
Le statistiche commerciali del Ministero delle finanze mostrano che le esportazioni di pesce e preparati a base di pesce nella prima metà del 2019 – prima degli effetti economici della pandemia – erano valutate a 0,89 miliardi di euro. Nell’anno colpito dal coronavirus del 2020, il valore è sceso di circa il 18% a 740 milioni di euro, nella prima metà del 2021, il valore è salito a 930 milioni di euro, superando il livello pre-COVID di quasi il 5% e il livello del primo semestre 2020 del 27%.
I tre principali partner commerciali, Hong Kong, Cina e Stati Uniti, hanno assorbito quasi il 60% delle esportazioni di prodotti ittici tra capesante, perle coltivate (11,5% del totale), ricciola, cetrioli di mare lavorati, sgombri e tonno, compreso il tonnetto. Questi rappresentano circa la metà di tutte le esportazioni della categoria.
Il valore del primo semestre 2021 per le capesante congelate è stato di 610 milioni di euro, con un aumento di 2,67 volte rispetto al primo semestre 2020 e di 3,6 volte quello del primo semestre 2019.
Il valore delle esportazioni di ricciola congelata (coda gialla) nel primo semestre del 2021 è stato pari a 64 milioni di euro,, recuperando al 98% del valore del primo semestre del 2019 dopo un calo nel primo semestre del 2021 a un livello di quasi la metà rispetto al primo semestre del 2021. Hong Kong e Cina sono stati i principali importatori.
I cetrioli di mare congelati, essiccati, salati, in salamoia o affumicati sono diminuiti di quasi la metà dal primo semestre 2019 al primo semestre 2020 e sono rimasti a tale livello nel primo semestre 2021 per un valore di 9,2 milioni di euro, che è Il 4% in più rispetto all’anno precedente, ma solo il 52% del valore del primo semestre 2019. Il cetriolo di mare viene maggiormente venduto in Cina, dove si pensa abbia un alto valore medicinale e rappresenta anche un articolo da regalo di lusso. Il Giappone produce la specie Apostichopus japonicus quella maggiormente richiesta in Cina. Le principali aree di produzione sono Hokkaido e Aomori.
Le esportazioni di sgombri congelati sono state abbastanza stabili con un valore nel primo semestre 2021 di 11 milioni di euro, è stato superiore del 13% rispetto al corrispondente periodo del 2020 e solo dell’1% rispetto a quello del 2019. I principali mercati per lo sgombro sono stati tradizionalmente la Cina, il sud Corea e Thailandia, ma negli ultimi anni i paesi africani, in particolare Nigeria, Egitto e Ghana, hanno raccolto grandi volumi di sgombri di taglia più piccola. Nel primo semestre 2021, Vietnam ed Egitto sono stati i principali importatori. Allo stesso tempo, il Giappone importa sgombri grassi di prima qualità dalla Norvegia.
Per il tonno rosso del Pacifico, il Giappone ne esporta di più nella forma fresca/refrigerata. I volumi della seconda metà dell’anno sono superiori a quelli del primo semestre. Il valore delle esportazioni del primo semestre 2021 è stato di 730 mila euro, con un aumento del 92 percento rispetto al primo semestre 2020. L’ultimo dato era del 15 percento superiore al valore prima degli effetti della pandemia nel primo semestre 2019 e rappresenta quindi una ripresa. La Cina era di gran lunga il mercato più grande, seguito da Hong Kong, Thailandia, Stati Uniti e Russia.
È da notare che la quota degli Stati Uniti delle esportazioni complessive di pesce del Giappone è abbastanza trascurabile rispetto alla Cina, a Hong Kong e alle destinazioni del sud-est asiatico. Sebbene ancora minori, gli Emirati Arabi Uniti hanno importazioni sorprendentemente significative di prodotti per il sushi nonostante la sua piccola popolazione, il che riflette la sua ricchezza e appetito per cibi di lusso ed ancora il suo ruolo di snodo di trasporto, distribuzione e turismo in Medio Oriente.












