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Circa 27.000 salmoni sono fuggiti da uno degli allevamenti di Mowi

L'incidente ha spinto l'azienda a offrire una ricompensa per la cattura dei salmoni fuggiti. Gli ambientalisti hanno espresso preoccupazione, definendo l'incidente un disastro per il salmone selvatico

Redazione by Redazione
13 Febbraio 2025
in Acquacoltura, In evidenza, News
Circa 27.000 salmoni sono fuggiti da uno degli allevamenti di Mowi

Circa 27.000 salmoni sono fuggiti da uno degli allevamenti di Mowi

Circa 27.000 salmoni sono fuggiti da uno degli allevamenti di Mowi – Mowi, il più grande produttore mondiale di salmone, si trova al centro di una crisi dopo la fuga di circa 27.000 salmoni d’allevamento dalla sua struttura di Storvika V, situata nella contea di Troms, in Norvegia. L’evento, avvenuto a seguito di una violenta tempesta che ha danneggiato le gabbie e le infrastrutture di ancoraggio, ha sollevato un’ondata di preoccupazione tra ambientalisti e autorità del settore.

L’azienda ha prontamente reagito offrendo una ricompensa di circa 44,65 dollari per ogni salmone catturato, sperando di contenere il problema prima che possa avere effetti devastanti sull’ecosistema marino. La Direzione norvegese per la pesca ha avviato operazioni di monitoraggio e ha chiesto la collaborazione dei pescatori locali per segnalare ogni avvistamento.

Impatto ambientale e allarme per il salmone selvatico

La fuga di salmoni d’allevamento rappresenta una seria minaccia per il salmone selvatico, con il rischio di contaminazione genetica, aumento della competizione nei siti di riproduzione e diffusione di malattie come i pidocchi di mare. Secondo Pål Mugaas, portavoce di Norske Lakseelver, l’incidente è un “disastro ecologico” che potrebbe compromettere ulteriormente una popolazione già in forte declino. Nel 2024, infatti, i numeri del salmone selvatico in Norvegia hanno toccato il minimo storico, costringendo il governo alla chiusura di numerosi fiumi alla pesca sportiva.

Studi scientifici hanno dimostrato che l’incrocio tra salmoni d’allevamento e selvatici porta a prole con minori capacità di sopravvivenza in natura. I salmoni d’allevamento sono selezionati per una crescita rapida e una maggiore massa corporea, caratteristiche che, trasmesse ai loro discendenti selvatici, li rendono più vulnerabili ai predatori.

Di fronte alla gravità della situazione, le autorità norvegesi hanno esteso il raggio d’azione per la ricattura del pesce oltre i 500 metri normalmente previsti, permettendo a Mowi di condurre operazioni su scala più ampia. La compagnia ha dichiarato di prendere molto sul serio l’accaduto e sta lavorando a stretto contatto con la guardia costiera e altri enti per ridurre l’impatto dell’incidente.

Nonostante il crescente allarme, il governo norvegese non ha ancora preso in considerazione l’ipotesi di vietare gli allevamenti in mare aperto. Il ministro dell’ambiente Andreas Bjelland Eriksen ha riconosciuto che il settore rappresenta una minaccia per il salmone selvatico del Nord Atlantico, ma ha sottolineato la necessità di trovare un equilibrio tra sviluppo economico e tutela dell’ecosistema marino.

Il futuro dell’acquacoltura in Norvegia

L’industria dell’acquacoltura norvegese è una delle più avanzate al mondo, ma incidenti come questo mettono in discussione la sostenibilità del settore e la sua capacità di prevenire danni ambientali. La crescente pressione da parte degli ambientalisti e degli organismi di regolamentazione potrebbe spingere il governo ad adottare normative più severe per evitare che episodi simili si ripetano.

Nel frattempo, Mowi continua a esortare i pescatori a consegnare i salmoni catturati presso i centri di raccolta designati, incentivando così il recupero degli esemplari fuggiti. La comunità scientifica e le associazioni ambientaliste, però, restano vigili, consapevoli che il danno potrebbe già essere irreparabile.

Circa 27.000 salmoni sono fuggiti da uno degli allevamenti di Mowi

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