La Regione Siciliana finanzierà 36 imprese della pesca attraverso il bando 111302-Flotta, sostenuto nell’ambito del PN FEAMPA 2021-2027. La misura dispone di 3 milioni di euro e riconosce un contributo pari al 75% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 200 mila euro per beneficiario. Gli investimenti potranno riguardare sicurezza, navigazione, tecnologie hardware e software, attrezzature di bordo e qualità delle produzioni ittiche.
Per una flotta che opera ogni giorno in condizioni complesse, modernizzare un’imbarcazione non significa soltanto acquistare nuove attrezzature. Significa rendere più sicure le operazioni, organizzare meglio il lavoro, proteggere gli equipaggi e preservare con maggiore efficacia il pescato.
È questo il valore concreto della graduatoria definitiva del bando “111302-Flotta”, pubblicata dalla Regione Siciliana: trasformare 3 milioni di euro di risorse pubbliche in interventi capaci di incidere sulla vita quotidiana di 36 imprese di pesca.
Tre milioni alla flotta: cosa cambia per le imprese
Il bando rientra nella Priorità 1 del Programma nazionale FEAMPA 2021-2027, dedicata alla promozione di una pesca sostenibile sotto il profilo economico, sociale e ambientale.
Il sostegno coprirà il 75% delle spese ammissibili, entro un massimo di 200 mila euro per ciascun beneficiario. Una percentuale significativa, che riduce il peso finanziario degli interventi senza sollevare le imprese dalla responsabilità di individuare investimenti realmente adeguati alle caratteristiche delle proprie unità.
La documentazione relativa al bando 111302-Flotta indica tra le finalità l’incremento della qualità delle produzioni, il miglioramento della gestione delle catture indesiderate e la promozione di condizioni più sicure per gli operatori.
Il contributo deve diventare innovazione utile
Gli interventi potranno interessare la navigazione, le dotazioni di sicurezza, l’adeguamento degli spazi operativi e l’introduzione di tecnologie hardware e software.
La questione, però, non è accumulare strumenti a bordo. La vera modernizzazione consiste nel selezionare soluzioni coerenti con l’imbarcazione, il sistema di pesca, le attività svolte e le esigenze dell’equipaggio.
Un investimento ben progettato può rendere più ordinate le operazioni, migliorare la capacità di controllo e ridurre l’esposizione dei lavoratori ai rischi connessi all’attività in mare. Al contrario, una tecnologia non integrata nell’organizzazione di bordo rischia di produrre costi senza generare un beneficio proporzionato.
L’assessore regionale all’Agricoltura, allo Sviluppo rurale e alla Pesca mediterranea, Luca Sammartino, ha indicato come obiettivo quello di “rafforzare le attività di pesca sostenibile, sul piano economico, sociale e ambientale”, puntando in particolare sul miglioramento della navigazione, sulla tecnologia e sulla sicurezza.
La sicurezza a bordo è anche competitività
Nel settore della pesca la sicurezza viene spesso considerata esclusivamente come un obbligo da rispettare. In realtà, un ambiente di lavoro più sicuro è anche un ambiente più efficiente.
Spazi operativi adeguati, attrezzature affidabili e procedure più ordinate possono facilitare il lavoro degli equipaggi, limitare le criticità durante le operazioni e migliorare la gestione del prodotto dal momento della cattura fino allo sbarco.
La misura si inserisce così in un’esigenza più ampia, già emersa nel dibattito sulla programmazione della pesca siciliana oltre la gestione delle emergenze: accompagnare gli aiuti con investimenti strutturali capaci di rafforzare le imprese nel medio e lungo periodo.
Attrezzature migliori proteggono equipaggi e pescato
La qualità delle produzioni ittiche comincia a bordo. Le condizioni nelle quali il pescato viene movimentato, selezionato, conservato e preparato per lo sbarco incidono sulla sua integrità e sul valore che potrà esprimere lungo la filiera.
Per questo sicurezza degli operatori e qualità del prodotto non sono due obiettivi separati. Un’imbarcazione meglio organizzata consente di lavorare in condizioni più controllate e di gestire con maggiore attenzione anche le catture indesiderate.
La graduatoria definitiva rappresenta dunque un passaggio concreto, ma non il punto di arrivo. Il risultato della misura dipenderà dalla qualità dei progetti e dalla capacità delle 36 imprese beneficiarie di trasformare il contributo pubblico in miglioramenti verificabili.
Il segnale per il comparto è chiaro: la competitività della pesca siciliana passa anche dalla qualità del lavoro a bordo. Proteggere gli equipaggi, aggiornare le imbarcazioni e tutelare il pescato significa investire contemporaneamente sulle persone, sul prodotto e sulla solidità delle aziende.













