La Direttiva spazi marittimi e pesca è al centro della presa di posizione di Uila Pesca dopo la risoluzione votata dal Parlamento europeo sull’attuazione della Direttiva MSP. Secondo la segretaria generale Maria Laurenza, la Commissione europea deve intervenire per correggere le distorsioni nella pianificazione dello spazio marittimo, garantendo alla pesca professionale aree adeguate, rappresentanza nei processi decisionali e valutazioni economiche e sociali prima dell’individuazione di aree marine protette o dell’espansione di attività industriali come l’eolico offshore.
“La risoluzione votata, nei giorni scorsi, a larghissima maggioranza dal Parlamento europeo sull’attuazione della Direttiva sulla pianificazione dello spazio marittimo (Msp) è estremamente importante perché denuncia, come sostenuto dalla Uila pesca da anni, le gravi distorsioni nella sua applicazione che hanno favorito le grandi industrie, in particolare l’eolico offshore, a scapito delle attività di pesca relegate in spazi residuali e non idonei”.
Così la segretaria generale della Uila pesca Maria Laurenza commenta il recente voto del Parlamento europeo.
“In particolare – spiega Laurenza – la risoluzione afferma che: la pesca è un settore essenziale e deve mantenere gli spazi marini necessari alla propria attività; l’espansione dei parchi eolici va limitata se mette a rischio la produzione ittica; le aree marine protette vanno individuate a seguito di valutazioni economiche e sociali che tengano conto anche della pesca regolamentata; i pescatori devono essere rappresentati nei processi di pianificazione; serve un’azione decisa contro l’inquinamento di origine terrestre”.
“Il voto del Parlamento è un segnale chiaro di cui la commissione europea deve tenere conto nell’ambito della revisione della Direttiva MSP, della PCP e nella definizione della futura legislazione sugli oceani – aggiunge Laurenza – la pesca non può essere sacrificata all’espansione illimitata di altri settori. Per le nostre comunità costiere, questo è un passo avanti decisivo: senza spazi adeguati, non c’è futuro per la pesca europea”.












