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Eolico Offshore, ad Amburgo il piano da 100 GW che sfida Trump. E l’Italia?

Mentre il "G10 del vento" punta ad abbattere i prezzi dell’energia del 30%, la NATO scende in campo. Quali impatti per la Blue Economy italiana e la gestione degli spazi marittimi?

Alice Giacalone by Alice Giacalone
29 Gennaio 2026
in News, Sostenibilità, Tecnologia
eolico offshore Mar del Nord

Si è chiuso il 26 gennaio 2026 ad Amburgo l’ottavo vertice del Mare del Nord, un appuntamento che segna un punto di non ritorno per la politica energetica e la sicurezza europea. Dieci nazioni (Germania, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi, Belgio, Danimarca, Norvegia, Irlanda, Lussemburgo e Islanda) hanno siglato un’alleanza industriale senza precedenti.

L’obiettivo è trasformare le acque settentrionali nel più grande hub mondiale di energia pulita, aggiungendo 15 GW di nuova capacità ogni anno per toccare quota 300 GW entro il 2050. Ma per chi vive di mare, la vera notizia sta tra le righe dell’accordo: la difesa delle infrastrutture e il calo dei costi.

Efficienza economica: il target del -30%

Il dato che impatta direttamente sulle aziende della filiera ittica e della logistica è il costo dell’elettricità. I leader del settore presenti ad Amburgo si sono impegnati a ridurre il Costo Livellato dell’Energia (LCOE) del 30% entro il 2040.

Questo risultato verrebbe raggiunto attraverso:

  • Investimenti per 1.000 miliardi di euro in attività economiche europee.
  • Standardizzazione delle turbine, passando dai pali fissi alle tecnologie flottanti e semi-flottanti.
  • Connessioni ibride transfrontaliere, ovvero parchi eolici collegati contemporaneamente a più nazioni per stabilizzare la rete e scambiare energia dove serve.

Sicurezza e NATO: le turbine come “obiettivi sensibili”

Per la prima volta, la sicurezza fisica e digitale degli impianti è stata messa al centro con il placet della NATO. Il Cancelliere tedesco Friedrich Merz e il Segretario britannico Ed Miliband hanno ribadito che l’eolico offshore non è solo una scelta “green”, ma una necessità di sovranità nazionale.

Dopo i casi di sabotaggio sottomarino, i parchi eolici saranno monitorati come basi militari. Un aspetto che comporterà nuove regole per la navigazione e, potenzialmente, nuovi corridoi protetti che influenzeranno le rotte di pesca commerciale.

La sfida a distanza con gli USA

Il vertice è stato anche il palcoscenico per una risposta ferma a Donald Trump. Il presidente americano, da Davos, aveva bollato le turbine come “perdenti”. “L’eolico offshore è per i vincitori”, ha ribattuto Miliband.

Anche il Commissario UE Dan Jørgensen ha rincarato la dose, sottolineando però un punto critico: in Europa le autorizzazioni sono ancora troppo lente. Una proposta di accelerazione presentata a dicembre punta a sfoltire la giungla burocratica che oggi blocca i progetti per anni.

L’offshore in Italia

Dati aggiornati sulla pipeline dei progetti nazionali

Mentre il Mar del Nord corre con una pianificazione dello spazio marittimo (MSP) integrata, l’Italia si trova di fronte a un potenziale enorme ma ancora frenato. Nonostante il target ufficiale del PNIEC sia prudente (2,1 GW al 2030), i numeri di Terna e del Ministero dell’Ambiente raccontano un’altra realtà: ad oggi, sono 128 i progetti in fase di valutazione per una capacità teorica di 81,3 GW.

Blue economy e coesistenza

Il modello Amburgo dimostra che l’eolico offshore è ormai una realtà industriale inarrestabile che richiede una regia forte. Ma la domanda resta aperta per chi il mare lo vive quotidianamente:

Ritenete che la creazione di questi giganti offshore sia un’opportunità di modernizzazione per la flotta e l’indotto marittimo o temete che la mancanza di una ZEE italiana definita porti a una “guerra dello spazio” con la pesca professionale?

Scrivete la vostra opinione nei commenti o condividete l’articolo sui vostri canali professionali per avviare il dibattito.

Tags: Blue EconomyDan Jørgenseneconomia del mareEd Milibandeolico flottanteeolico offshoreFriedrich MerzLCOEMar del NordNATOparchi eolici ibridipianificazione spazio marittimoprezzi energiaprogetti eolici ItaliaRenexiasicurezza infrastrutturesovranità energeticaTernatransizione energeticavertice Amburgo 2026
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Alice Giacalone

Alice Giacalone

Autrice Pesceinrete Alice Giacalone scrive per Pesceinrete occupandosi di attualità, imprese, mercati e scenari della filiera ittica. Nei suoi contributi segue l’evoluzione del settore seafood con attenzione ai temi che incidono sul lavoro degli operatori, dalla pesca all’acquacoltura, dalla sostenibilità alle dinamiche commerciali.

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