
Dal tonno rosso del mediterraneo non più solo sushi e sashimi per il mercato giapponese.
Grazie al progetto della Federcoopesca-Confcooperative, finanziato con i fondi del Fep Campania, è stata studiata una alimentazione più magra, rispetto a quella utilizzata per i prodotti di allevamento destinati al marcato nipponico, indicata per le lavorazioni gastronomiche tradizionali italiane.
“L’obiettivo, spiega il presidente Federcoopesca-Confcooperative Paolo Tiozzo, è quello di valorizzare anche per il consumo nazionale una produzione ittica altrimenti destinata per oltre l’80% al mercato straniero. Un modo per dare forza al comparto e valorizzare le tante professionalità che sono nell’area cilentana”. Quello dell’allevamento del tonno rosso, sottolinea l’associazione, è un settore importante che in Italia muove un giro d’affari da 100 mln di euro.
E oggi a conclusione del progetto, con una cerimonia tenuta a battesimo dal Sottosegretario Giuseppe Castiglione, che ha sostenuto con entusiasmo l’iniziativa, sono stati liberati nelle acque al largo di Marina di Camerota, in provincia di Salerno, i cento tonni che hanno partecipato alla sperimentazione.
All’evento erano presenti anche il DG pesca Riccardo Rigillo e le Autorità marittime locali.
Più della metà di questi grandi pelagici, aderendo alla campagna dell’organizzazione internazionale Iccat sulla marcatura del tonno rosso, è stata marcata in modo da contribuire all’individuazione delle rotte migratorie e delle modalità di riproduzione.
Per i pescatori che troveranno e riconsegneranno queste marcature ci sarà una ricompensa che va dai cinquanta ai mille euro, a seconda che si tratti di marcature satellitari o tradizionali.
I risultati verranno presentati nel corso della prossima sessione 2015 dell’Iccat.












