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Home Sostenibilità

Greenpeace in azione sulla “montagna spaccata”: “fermiamo le trivelle con il referendum”

Mariella Ballatore by Mariella Ballatore
15 Marzo 2016
in Sostenibilità

Un team di 10 climber di Greenpeace è entrato in azione su una delle più belle scogliere italiane, la “Montagna Spaccata”, nei pressi di Gaeta, per richiamare l’attenzione sul referendum sulle trivelle del prossimo 17 aprile. In quella data si voterà per respingere o confermare la strategia fossile del governo Renzi, che individua nelle scarsissime riserve nazionali offshore di petrolio e gas il principale asse di sviluppo energetico del Paese. I climber di Greenpeace hanno aperto due enormi striscioni, per un totale di circa 250 metri quadrati, dove si poteva leggere: “Stop trivelle, il 17 aprile vota sì”. Intanto, un altro team stendeva sulle acque antistanti la scogliera un secondo striscione che ribadiva anche dal mare il messaggio “Stop trivelle”. Secondo Greenpeace, sul referendum si sta facendo troppa poca informazione. E visti i tempi ridottissimi della campagna referendaria – imposti dal governo per scongiurare il quorum – si rischia di arrivare alla data del voto con una buona parte dell’opinione pubblica poco o per nulla informata. Greenpeace considera questa strategia di strisciante sabotaggio del voto referendario un atteggiamento lesivo della democrazia. Per questo l’associazione ambientalista fa appello a tutte le personalità, le organizzazioni e i singoli cittadini che hanno a cuore il libero confronto e la sovranità popolare affinché si mobilitino per fare informazione e coinvolgere gli italiani in una consultazione della massima importanza. «Ci stiamo battendo per spiegare che il referendum sulle trivelle del prossimo 17 aprile è un appuntamento che riguarda il nostro Paese nella sua interezza. Votare Sì significherà chiarire al governo che non vogliamo le trivelle nei nostri mari, che preferiamo l’oro blu all’oro nero, che il turismo, la pesca sostenibile e la qualità dei paesaggi valgono molto più dei pochissimi barili di greggio o delle misere riserve di gas che potremmo estrarre dai nostri fondali», ha dichiarato Andrea Boraschi, responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace. Greenpeace ritiene che il voto dei cittadini possa fermare la miope strategia energetica del governo, basata sulle vecchie e inquinanti fonti fossili, e incoerente con gli impegni per ridurre le emissioni di gas serra assunti dall’Italia nell’ultimo vertice sul clima di Parigi. Un strategia che non accresce l’indipendenza energetica del Paese, non crea nuova occupazione (se non in quantità irrisoria) e non porta soldi nelle casse pubbliche. Serve solo a mantenere l’Italia nell’era delle fonti fossili, causa principale dei cambiamenti climatici e di sanguinosi conflitti che continuano a ripetersi, oltre che a rappresentare un rischio per il mare e per alcuni dei più preziosi patrimoni paesaggistici del Paese.

Tags: Greenpeace
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Mariella Ballatore

Mariella Ballatore

Direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete Mariella Ballatore è direttrice responsabile e co-founder di Pesceinrete. Segue da anni l'evoluzione della filiera ittica, con attenzione a pesca, acquacoltura, mercati, sostenibilità, normativa, trasformazione e distribuzione. Il suo lavoro unisce informazione specializzata, comunicazione di settore e conoscenza diretta degli operatori della blue economy.

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